Dubito Ergo SumSOCIETA'Violenza Pro-Vax
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Violenza pro-vax
5 minuti di lettura

I governi succedutisi durante la pandemia – Conte e Draghi –, facendo leva sulla falsa narrazione della tanto sbandierata efficacia dei vaccini, hanno ignorato le più elementari regole del buon senso sanitario. Così facendo, hanno fatto volutamente pendere l’ago della bilancia verso una violenza pro-Vax, culminata in un’imposizione vaccinale, contro la Covid-19, concretizzatasi de facto nella promulgazione del Dlgs 44/2021, che ha negato il diritto al lavoro a chi non era vaccinato.

Una cosa che ancora oggi mi risuona come incredibilmente surreale. Eppure la storia ci insegna che la violenza fisica è quasi sempre preceduta da una violenza verbale e narrativa sistematica.

Durante la pandemia, abbiamo assistito a un fenomeno senza precedenti nella Repubblica Italiana: la trasformazione del dissenso sanitario in reato sociale.

Non si trattava solo di imporre una misura medica attraverso il Decreto Legge 44/2021, ma di costruire un apparato propagandistico volto a demonizzare chi esercitava il diritto alla libera scelta informata.

Abbiamo visto, talvolta sulla nostra pelle, che quando la politica avalla certe narrazioni, eliminando le sfumature e imponendo una verità unica, il popolo più becero non fa altro che amplificare questi messaggi, trasformandoli in azioni concrete di esclusione, insulto e aggressione.

È stato usato lo stesso meccanismo psicologico e sociologico che permise alle politiche razziali del periodo fascista di attecchire nella società civile:

  1. prima si disumanizza il “diverso”,
  2. poi si legittima la sua emarginazione,
  3. infine si accetta la sua persecuzione come necessaria per il “bene superiore”.

Il Dlgs 44/2021 è stato la legittimazione della violenza pro-vax

Emanato sotto il governo Draghi, non è stato solo un atto amministrativo, ma un punto di non ritorno.

Sospendendo dal lavoro chi non si vaccinava, lo Stato ha inviato un messaggio chiaro:


“Chi non si vaccina muore” e “volete la pace o il condizionatore?”, le frasi di Draghi iconiche

Questa scelta ignorava deliberatamente i principi di proporzionalità e trasparenza. Concetti che noi tutti abbiamo ribadito a chiara voce in tutte le sedi, ma sempre derisi, insultati e additati come untori.

Una prassi sociale di barbara e di medievale memoria eppure eravamo noi i trogloditi rimasti nel medioevo secondo alcuni santoni pro-vax a tutti i costi.

Poi, con la sentenza n. 1493/2024 del Tribunale di Velletri, pronunciata dalla giudice del lavoro Veronica Vaccaro, si dichiara illegittima la sospensione di una lavoratrice non vaccinata, ritenendo che fossero venuti meno i presupposti scientifici e giuridici che avevano giustificato l’applicazione dell’obbligo vaccinale nel caso esaminato.

In estrema sintesi il decreto era illegittimo sia giuridicamente che scientificamente.

Nazismo sanitario
come si fa a dimenticare La genialità del Green Pass e la banalità del male di Brunetta?

La magistrata ha smontato la narrazione ufficiale, dimostrando come l’obbligo fosse basato su dati incompleti (focalizzati sulla Riduzione del Rischio Relativo – RRR, omettendo la Riduzione del Rischio Assoluto – ARR – leggi L’efficacia dei vaccini è reale?) e privo di quella certezza scientifica necessaria per giustificare una tale compressione dei diritti fondamentali.

Tuttavia, quando l’istituzione massima dello Stato decreta che una categoria di persone è “fuori legge” o “indegnа” di lavorare, apre la porta a una caccia alle streghe sociale.

Un aspetto di questa storia spesso taciuto, ma cruciale per comprendere la mancanza di obiettività di lorsignori, è il ruolo economico dei medici vaccinatori.

Mentre il comparaggio (accettare compensi dalle case farmaceutiche per prescrivere farmaci) è considerato reato e pratica deontologicamente inaccettabile, lo Stato ha istituzionalizzato un sistema di incentivi economici diretti per la somministrazione dei vaccini anti-COVID!

Pensateci, i medici hanno ricevuto migliaia di euro extra, oltre al normale stipendio, per vaccinarti.

Questo ha creato un conflitto di interessi strutturale: in questo modo il medico non agisce più solo come custode della salute del paziente, ma come erogatore di un servizio remunerato dallo Stato.

E’ talmente agghiacciante nella sua chiarezza che non mi ci capacito anche perché ancora oggi ci sono dei buontemponi che credono nella buona fede di certi medici e delle istituzioni!

Eppure per me è cristallino: chiedere imparzialità in questo contesto è quantomeno ingenuo.

Se il compenso extra venisse oggi azzerato, obbligando i medici a effettuare le vaccinazioni a parità di stipendio base, è probabile che molti rivedrebbero le proprie raccomandazioni.

Il fatto che nessun politico abbia mai osteggiato questi incentivi economici dimostra che l’obiettivo non era solo la salute pubblica, ma il raggiungimento di target numerici a qualsiasi costo.

Una volta che la classe politica, i media mainstream e gli influencer hanno etichettato i non vaccinati come “untori”, “egoisti”, “ignoranti” e “nemici della patria”, la barriera morale contro la violenza è crollata. La società si è spaccata, non per colpa dei cittadini, ma per una precisa strategia di divisione.

L’orizzontalizzazione dello scontro sociale è stato perseguito con precisione scientifica.

Scrivere di queste cose oggi sembra voler andare a rivangare un passato morto e sepolto. Invece è solo voglia di non dimenticare. Non voglio “scordarmi il passato”, non sono paesano di nessuno quando solo ieri quello stesso inneggiava a Bava Beccaris.

Chi, come me, richiamava al buon senso, chiedeva dati completi sull’ARR o sollevava dubbi legittimi sulla sicurezza a lungo termine degli mRNA è stato stigmatizzato come “no-vax” in senso dispregiativo (leggi Non parlare mai dei NO VAX).

Questa etichetta è diventata un lasciapassare per l’odio. Come durante il ventennio fascista, dove la propaganda disumanizzava le minoranze per preparare il terreno alle leggi razziali, durante la pandemia la disumanizzazione dei “non allineati” ha giustificato:

  • Licenziamenti e sospensioni arbitrarie.
  • Aggressioni verbali e fisiche per strada.
  • Esclusione sociale sistematica.

Non servono teorie del complotto per dimostrare la violenza pro-vax sprigionata da questa narrazione.

Basta leggere le dichiarazioni pubbliche di personaggi istituzionali, giornalisti e opinionisti che hanno sdoganato l’intolleranza. Ecco una rassegna, esemplificativa ma non esaustiva, di titoli e dichiarazioni che mostrano de facto l’incitamento all’odio e alla discriminazione:

  1. “Gli untori del XXI secolo”: Numerosi editoriali su grandi testate nazionali hanno equiparato i non vaccinati ai responsabili della peste manzoniana, legittimando moralmente la loro esclusione dalla comunità.
  2. “Vaccinatevi o andatevene”: Dichiarazioni di esponenti politici di primo piano che invitavano implicitamente o esplicitamente all’espatrio forzato di chi non si adeguava alle direttive governative, negando di fatto la cittadinanza piena.
  3. “Ignoranza criminale”: Influencer e conduttori TV hanno definito la scelta consapevole non come un esercizio di libertà, ma come un atto di ignoranza punibile socialmente, creando un clima di gogna pubblica.
  4. “Meno diritti per chi non si protegge”: Giuristi e politologi vicini al governo hanno sostenuto pubblicamente la tesi secondo cui i diritti costituzionali non sono assoluti, ma subordinati all’adesione alle campagne sanitarie statali, svuotando di significato la Carta Fondamentale.
  5. “Siete voi il problema”: Messaggi ripetuti dai palchi della politica che spostavano la responsabilità della crisi sanitaria interamente sulle spalle dei singoli non vaccinati, distogliendo l’attenzione dalle carenze strutturali del sistema sanitario e dalla gestione opaca dei contratti con le Big Pharma.

La sentenza del Tribunale di Velletri è una pietra tombale sulla legittimità morale e giuridica di quel periodo, ma non cancella il danno sociale provocato.

La violenza pro-vax non è stata un effetto collaterale imprevisto, ma il risultato diretto di una narrazione politica che ha scelto la coercizione invece del consenso, l’insulto invece del dialogo, e il profitto istituzionale invece della trasparenza scientifica.

Se oggi ricordo quei fatti non è per sfogare una rabbia repressa, ma per custodire quella memoria necessaria ad evitare che la storia si ripeta ancora, con altri pretesti, ma con le stesse modalità autoritarie di un passato che alle prime difficoltà -spesso indotte e pilotate – ritorna con tutta la sua ferocia.

IoNonDimentico e non potrò mai dimenticare e non credo affatto che coloro che non dimenticherò mai facciano o faranno qualcosa per farsi dimenticare per la Violenza pro-vax che hanno seminato e seminano ancora oggi.

12 settembre 2021

Di seguito un piccolo esempio delle enormi dichiarazioni che testimoniano a imperitura memoria la violenza pro-vax.

Qui potete vedere e condividere una raccolta di oltre ottanta tra dichiarazioni e meme didascalici rilasciate ai media durante un periodo di odio gratuito che difficilmente chiuderemo in soffitta.

Apri la raccolta

Ringrazio l’amico Mario per la condivisione.

Foto di copertina Alexandra_Koch da Pixabay

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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