LA POLITICIZZAZIONE DELLA FILOSOFIA DELLA SCIENZAAnche la filosofia della scienza è diventata puro servilismo e giustificazionismo del sistema.
1) LE ORIGINI: IL PROBLEMA DELLA DEMARCAZIONEIl problema della demarcazione consiste nell'individuare delle caratteristiche che possano distinguere la scienza dalle altre forme di sapere.
Questo problema è stato introdotto da Popper riflettendo sul
problema dell'induzione di Hume: siccome l'induzione non si può giustificare sul piano logico, ma l'umanità la usa abitualmente, allora la conoscenza umana, scienza compresa, sarebbe irrazionale. La soluzione di Popper (
1,
2,
3,
4) consiste nel ritenere scientifiche esclusivamente le asserzioni universalmente quantificate che possiedono una classe di falsificatori potenziali, ossia asserzioni che, esprimendo leggi di natura, possano essere falsificate da un controllo empirico.
La soluzione di Popper
non è praticata dalla scienza, perché la maggior parte degli articoli pubblicati su Nature non sono studi dove si parte da una congettura per provare a falsificarla tramite degli esperimenti.
2) KUHN: LA SCIENZA È POTERE
Per questo i filosofi hanno cercato delle caratteristiche della scienza che fossero davvero utilizzate dagli scienziati.
Kuhn nella sua carriera propose due modelli teorici distinti. Il primo è quello delle
rivoluzioni scientifiche che ritiene che la differenza tra scienza e altre forme di sapere sia il paradigma, ossia l'imposizione di una linea di ricerca e determinate idee che gli scienziati devono seguire fino a che il paradigma smette di risolvere i problemi, per poi essere sostituito da un nuovo paradigma durante la fase rivoluzionaria. Un paradigma non si impone perché è vero, ma perché ottiene maggiori sostenitori. La scienza diventa una questione di rapporti di potere, e smette di essere un'impresa conoscitiva.
Nell'ultima fase della sua carriera, invece, Kuhn rivaluta il suo stesso pensiero e utilizza il modello della speciazione allopatrica in biologia per sostenere che la scienza è quella disciplina che entra sempre più in profondità nel reale tramite specializzazioni che funzionano come la nascita di una nuova specie da una di partenza.
3) NUOVO DEMARCAZIONISMO E POLITICIZZAZIONE DELLA SCIENZAGli autori contemporanei hanno introdotto il marxismo culturale all'interno della filosofia della scienza approfittando della crisi dell'episteme e strumentalizzando le posizioni di Kuhn. Kourany (
1,
2,
3) sostiene che bisogna fondare la scienza sul femminismo ed
impedire tramite leggi e coercizioni ricerche scientifiche che siano androcentriche, razziste e di estrema destra. Il filone propagandistico più seguito, quello di Kitcher (
1,
2,
3,
4,
5,
6) sostiene che la scienza deve essere solo al servizio della "democrazia", che i governi debbano regolare l'accesso a internet per oscurare i risultati dei "complottisti" e escluderci dalla società. La ricerca scientifiche deve servire per tutelare le minoranze e quella di base è quasi del tutto bandita.
Queste nuove posizioni pseudofilosofiche hanno portato degli autori a parlare di
nuovo problema della demarcazione e ad un abbandono della filosofia della scienza tout court. Questo nuovo problema, piuttosto che chiedersi, legittimamente, cos'è la scienza, si chiede quali siano i valori morali e politici giusti da ammettere nella ricerca scientifica e quali escludere. Siccome la stragrande maggioranza del mondo accademico è progressista (
1,
2,
3), ciò si traduce in manifesti politici fatti passare per filosofia della scienza con l'unico scopo di censurare le ricerche scomode, come
la crociata di Kitcher contro la psicobiologia e i suoi rami perché smontano i deliri gender.
CONCLUSIONILa filosofia della scienza è caduta così in basso da avere personaggi come Hansson che perdono il loro tempo nel pubblicare
articoli contro il negazionismo scientifico, dove dichiarano che i movimenti no vax e contro il Green sono complotti organizzati dall'estrema destra assieme alle multinazionali per distruggere la democrazia occidentale.
Iscriviti a
Der Einzige👉 CLICCA QUI 👈