Dubito Ergo SumBonsaiBonsai in agosto
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bonsai in agosto
4 minuti di lettura

Fare bonsai in agosto ha qualcosa di particolare. Non è uno di quei mesi che preferisco ma è uno di quei momenti dell’anno in cui il ritmo finalmente rallenta quasi senza accorgersene. Il giorno prima sei a mille con le ultime scadenze e poi di colpo il lavoro rallenta e, almeno per qualche giorno, ci viene concesso quello che durante il resto dell’anno sembra diventato un lusso: il tempo per osservare.

Quest’anno mi sono così ritrovato a guardare i miei bonsai con un’attenzione diversa. Non necessariamente per fare qualcosa, ma semplicemente per osservarli.

Ed è curioso come, quando finalmente smettiamo di correre, iniziamo a vedere cose che erano sempre state davanti ai nostri occhi.
Una foglia che ha cambiato posizione, un ramo che ha preso una direzione inattesa, una gemma che prepara silenziosamente la prossima stagione.

Il bonsai, in fondo, è un esercizio di pazienza proprio perché ci costringe a confrontarci con un tempo diverso dal nostro. Noi pensiamo in giorni, settimane, scadenze. Lui ragiona in stagioni.

Agosto, per un bonsai, non è affatto un mese vuoto.

È un periodo delicato, nel quale il caldo mette alla prova l’equilibrio della pianta e nel quale molte delle operazioni importanti non devono essere fatte, ma semplicemente preparate.

Osservare diventa quindi una forma di cura. Prima ancora di prendere le forbici, bisogna imparare a guardare. Il colore delle foglie, la consistenza del terreno, la risposta della pianta al sole, la crescita dei nuovi germogli e persino il modo in cui l’acqua penetra nel vaso raccontano qualcosa.

È un linguaggio silenzioso, ma non per questo meno preciso. Questo è proprio uno degli aspetti che mi affascinano maggiormente del bonsai: non puoi avere fretta.

Puoi certamente intervenire, potare, legare, rinvasare, concimare, ma ogni gesto deve arrivare nel momento giusto. Il resto è solo impazienza.

Durante questa pausa estiva sto quindi approfittando del tempo libero anche per pensare ai lavori della prossima stagione. Non tutto ciò che si fa con un bonsai deve essere fatto immediatamente.

Alcuni lavori cominciano molto prima di quando materialmente mettiamo mano alla pianta.

Bisogna procedere con la cimatura dei germogli e iniziare a concimare nella seconda metà del mese usando anche Vit. B per dare uno stimolo in più alla ripresa vegetativa.. Possiamo procedere con legature di impostazione ma niente rinvasi e occhio ai parassiti.

Si osserva oggi per decidere domani quale ramo lasciare, quale accorciare, quale struttura correggere e quale invece rispettare perché racconta qualcosa della storia dell’albero.

In questo senso il bonsai continua a ricordarmi una cosa abbastanza semplice ma un concetto molto universale:

prima di modificare qualcosa, sarebbe bene conoscerla.

Ed è una regola che potremmo applicare anche a noi stessi.

Poi c’è il problema molto meno filosofico, ma decisamente più pratico e sensibile, dell’acqua.

Con il caldo di questi giorni mi sono posto una domanda che chiunque abbia dei bonsai su un balcone conosce bene: come garantire un’irrigazione regolare quando non si può essere sempre presenti?

Bonsai in agosto

Il problema è ancora più evidente quando sul balcone non arriva direttamente l’acqua.
La soluzione che ho scelto è stata installare un piccolo sistema di irrigazione automatico alimentato da un pannello solare, collegato a una tanica d’acqua.

In pratica il sistema preleva l’acqua dalla tanica e la distribuisce attraverso l’impianto secondo la programmazione impostata, mentre l’energia necessaria viene fornita dal piccolo pannello fotovoltaico.

Una soluzione semplice, ma per il mio caso particolarmente interessante perché non richiede né una presa d’acqua sul balcone né un collegamento permanente alla rete elettrica.

È quasi una piccola infrastruttura autonoma costruita attorno ai bonsai.

E mentre allestivo il sistema sono tornato a rifletter sul rapporto tra tecnologia e natura.

Non è la tecnologia a prendersi cura del bonsai. La tecnologia, quando funziona bene, crea semplicemente le condizioni perché possiamo prendercene cura meglio.

L’automazione non sostituisce l’osservazione: la rende possibile anche quando non possiamo essere fisicamente presenti. Naturalmente un impianto automatico non significa poter dimenticare le piante. Anzi, il contrario.

Un sistema di irrigazione deve essere controllato, regolato e adattato alle condizioni reali.
Una pianta non beve secondo un programma informatico: beve secondo la temperatura, l’esposizione, il vento, la dimensione del vaso, il substrato e il proprio stato vegetativo.

Bonsai in agosto

L’automazione può distribuire acqua, ma non può ancora sostituire quello sguardo che permette di capire quando una pianta sta bene e quando qualcosa non va.

E’ proprio qui che curare i bonsai in agosto diventa ancora una volta una piccola lezione di equilibrio.

Il bonsai insegna a trovare un equilibrio tra l’intervento e l’attesa, tra la tecnica e l’ascolto, tra il desiderio di modellare e il rispetto per ciò che l’albero, nel suo tempo, è destinato a diventare.

È un tema che avevo già affrontato in Come un bonsai, quando avevo raccontato quanto questa pratica sia diventata per me qualcosa di molto più profondo del semplice coltivare una pianta.

In quell’articolo avevo scritto di come, lavorando su un bonsai, si possa finire per riflettere anche sul proprio corpo, sulle proprie radici, sui rami che scegliamo di far crescere e su quelli che, prima o poi, dobbiamo avere il coraggio di potare.

Oggi aggiungerei che il bonsai insegna anche a distinguere tra il tempo dell’azione e quello dell’attesa. Agosto è soprattutto questo secondo tempo.

Guardare senza intervenire. Preparare senza pretendere risultati immediati. Lasciare che la pianta attraversi il calore e accumuli energia per ciò che verrà dopo.

Anche noi, durante l’estate, cerchiamo spesso di riempire ogni spazio libero. Viaggi, attività, programmi, esperienze. Eppure, qualche volta, fermarsi davvero significa semplicemente concedersi il tempo di non dover fare nulla.

Sedersi davanti a un bonsai e guardarlo per qualche minuto senza avere niente da fare potrebbe sembrare una perdita di tempo.

Ma forse è esattamente il contrario. È un modo per riappropriarsi del tempo. Il bonsai non corre. Non sa che esiste agosto, non conosce le ferie, non ha appuntamenti da rispettare. Cresce.

E mentre cresce ci ricorda che non tutto ciò che è importante deve necessariamente essere veloce. Nei prossimi mesi arriveranno l’autunno, i primi lavori, le potature e forse qualche nuovo progetto.

Intanto osservo. Controllo l’acqua, verifico il sistema di irrigazione, guardo i rami e cerco di capire che direzione stanno prendendo. Il resto può aspettare.

In fondo, anche questa è una forma di cura: sapere quando è il momento di fare qualcosa e quando invece è il momento di non fare assolutamente nulla.

Credia sia questo il piccolo insegnamento che mi porto dietro da un altro agosto trascorso accanto ai miei bonsai: la crescita non ha bisogno di essere continuamente sollecitata.

A volte ha semplicemente bisogno di essere osservata.

Immagine di copertina Vind 🌙 da Pexels

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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