Dubito Ergo SumGEOINGEGNERIAscie chimiche e trasmissione dati
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scie chimiche e trasmissione dati
GEOINGEGNERIA

scie chimiche e trasmissione dati

5 minuti di lettura

Nell’articolo precedente abbiamo visto che la discussione sulle scie chimiche e trasmissione dati nasce spesso da una domanda semplice che però continua a riemergere: cosa stiamo realmente osservando nei cieli e perché il fenomeno genera ancora oggi così tante interpretazioni diverse.

In effetti negli ultimi anni il tono del dibattito è cambiato. Non si parla più soltanto di strane scie nel cielo ma di geoingegneria, di manipolazione del clima e di tecnologie atmosferiche sempre più sofisticate.

Addirittura alcuni articoli della stampa tradizionale, pienamente allineati all’Agenda2030, hanno perfino iniziato a propalare l’idea che certi interventi artificiali sull’atmosfera possano diventare uno strumento per contrastare il riscaldamento globale.

Un esempio è l’articolo pubblicato da Corriere della Sera che ha affrontato apertamente il tema delle tecniche atmosferiche per riflettere parte della radiazione solare e raffreddare il pianeta.

«Scie chimiche» per salvare il clima, la soluzione scientifica che potrebbe dare forza ai complottisti

A ispirare gli scienziati le grandi eruzioni vulcaniche che immettendo in atmosfera polvere, cenere e anidride solforosa schermano il Sole

fonte: Corriere della Sera

L’aspetto curioso è che la stessa stampa che per anni ha liquidato il tema come complottismo oggi discute pubblicamente di geoingegneria climatica, ammettendo che tecniche di modifica artificiale dell’atmosfera sono quantomeno oggetto di ricerca scientifica.

Il punto di partenza di molte di queste tecnologie è il cosiddetto cloud seeding, cioè l’inseminazione delle nuvole con particelle che favoriscono la condensazione del vapore acqueo.

Di seguito un video esplicativo di Rosario Marcianò in merito al cloud seeding, ovvero l’inseminazione artificiale delle nuvole.

Questa tecnica non è nuova. È stata studiata fin dagli anni quaranta e oggi viene utilizzata in diversi paesi per tentare di aumentare le precipitazioni o ridurre la grandine.

In alcune regioni del mondo gli interventi meteorologici sono diventati così frequenti da generare dibattiti pubblici quando eventi estremi sembrano collegati a queste pratiche.

È successo ad esempio negli Emirati Arabi Uniti quando piogge eccezionali hanno colpito città come Dubai e Abu Dhabi dopo programmi di inseminazione delle nuvole.

Anche se la relazione diretta tra queste tecniche e gli eventi estremi resta oggetto di studio, il fatto stesso che tali interventi esistano dimostra che la modifica artificiale dei processi atmosferici non è più un’ipotesi teorica ma una tecnologia applicata.

Consiglio vivamente la visione della seguente intervista del 10 Aprile 2023 a Enrico Gianini a cura della redazione di Telecolor.

Enrico Gianini intervistato dalla redazione di Telecolor

Naturalmente i fuckcreckers si sono subito affannati a dimostrare che i congegni mostrati nel video non servono a “irrorare i cieli” ma anzi servono a garantire la sicurezza e il buon funzionamento dei velivoli.

Peccato che non menzionano il fatto che lo stesso Gianini avesse già indicato tali congegni come facenti parte di impianti preesistente nei velivoli (vedi il Fuel dumping o il sistema di scarico a piloni) che, opportunamente modificato, è poi servito allo scopo.

Comunque sia, nel dibattito sulle scie chimiche e trasmissione dati emerge poi un’altra linea di interpretazione, meno discussa nei media ma spesso citata in ambito tecnico o militare.

Alcuni ricercatori e divulgatori hanno ipotizzato che determinate particelle disperse nell’atmosfera possano avere proprietà igroscopiche ed elettroconduttive, cioè capaci di assorbire umidità e di influenzare la propagazione delle onde elettromagnetiche.

In teoria, un aerosol con queste caratteristiche potrebbe modificare la riflessione o la diffusione delle onde radio nell’alta atmosfera, facilitando alcune forme di comunicazione a lunga distanza.

Tuttavia non è un concetto del tutto estraneo alla ricerca scientifica.

Le comunicazioni radio, soprattutto quelle militari, dipendono da come le onde interagiscono con gli strati dell’atmosfera e con il contenuto di particelle presenti nell’aria.

In questo contesto viene spesso citato un composto industriale molto particolare: l’Esafluoruro di zolfo.

Esafluoruro di zolfo - scie chimiche e trasmissione dati

È un gas estremamente stabile e con proprietà dielettriche molto elevate, utilizzato in elettronica e nelle apparecchiature ad alta tensione proprio perché è un eccellente isolante elettrico.

Alcuni osservatori hanno ipotizzato che sostanze con proprietà simili possano essere studiate anche per applicazioni atmosferiche o per esperimenti legati alla propagazione delle onde radio.

Non esiste una dimostrazione pubblica di un utilizzo sistematico in questo senso, ma il fatto che certi gas abbiano proprietà elettriche particolari alimenta l’idea che l’atmosfera possa diventare un mezzo tecnologico per nuove forme di comunicazione.

Negli ultimi anni lo sviluppo delle telecomunicazioni ha infatti portato a un aumento esponenziale della quantità di dati trasmessi nello spazio e tra satelliti e Terra.

L’esempio più evidente è la ricerca condotta dalla NASA, già oltre dieci anni fa, sulla trasmissione dati ad altissima velocità dalla Stazione Spaziale Internazionale utilizzando la cosiddetta banda Ka, una porzione dello spettro radio capace di trasportare enormi quantità di informazioni.

L’Agenzia Spaziale Statunitense sta testando sulla Stazione Spaziale Internazionale un sistema di comunicazioni ad altissima velocità di trasmissione dati e facilmente riconfigurabile via software

fonte: istituto nazionale di Astrofica

Con l’espansione di queste tecnologie, lo spazio vicino alla Terra e l’atmosfera diventano sempre più parte integrante dell’infrastruttura globale delle comunicazioni.

scie chimiche e trasmissione dati

Non a caso oggi sappiamo che le Forze aerospaziali sono una realtà in quanto negli ultimi anni molti stati hanno inaugurato le loro forze aereospaziali in campo militare.

A questo punto la domanda che molti osservatori come me si pongono è se esistano connessioni tra queste tecnologie e i fenomeni visibili nei cieli.

Alcuni ricercatori indipendenti e divulgatori sostengono che determinate scie possano avere anche funzioni di supporto alle comunicazioni radio o ai sistemi radar, creando temporaneamente strati atmosferici più conduttivi o più riflettenti.

È una teoria controversa, ma rientra in una tradizione più ampia di studi sull’uso dell’atmosfera come mezzo di trasmissione elettromagnetica. Non a caso è oggetto di progetti di ricerca in ambito sia:

civile: Ionospheric disturbance caused by artificial plasma clouds (2020). Un progetto legato direttamente allo studio delle comunicazioni radio e radar nell’alta atmosfera, perché le strutture di plasma possono riflettere o disturbare i segnali.

che

militare: High-frequency Active Auroral Research Program (HAARP). Un progetto oggi nominalmente civile ma nato grazie ai finanziamenti di:

  • US Air Force
  • US Navy
  • DARPA

Il suo scopo è studiare la ionosfera e le tecnologie per migliorare comunicazioni e sorveglianza radio a lunga distanza. Una ricerca sostenuta con fiumi di denaro.

Curiosamente, durante il grande rallentamento del traffico aereo nel 2020, quando gran parte del mondo occidentale era in lockdown, ricordo che i cieli erano insolitamente limpidi per settimane.

In diversi paesi quella stagione è stata ricordata come una delle primavere più serene degli ultimi anni. Naturalmente #nessunacorrelazione, ma ha alimentato ulteriormente le domande sul rapporto tra traffico aereo, formazione delle scie e condizioni atmosferiche.

Alla fine la questione delle scie chimiche e trasmissione dati rimane un campo di interrogativi più che di certezze.

Da una parte esiste una letteratura scientifica che studia le scie di condensazione come fenomeno fisico e ne analizza il possibile impatto climatico.

Dall’altra esistono tecnologie reali di modifica meteorologica, sistemi avanzati di comunicazione atmosferica e programmi di ricerca sulla geoingegneria.

Ogni volta che affronto la questione scie chimiche sollevo sempre la questione che questi elementi convivono nello stesso scenario tecnologico e rendono difficile tracciare un confine netto tra fenomeni naturali, sperimentazioni scientifiche e interpretazioni alternative.

Forse la domanda più importante, come ho più volte avanzato, non è stabilire una risposta definitiva ma capire quanto l’atmosfera stia diventando, nel XXI secolo, una nuova infrastruttura tecnologica globale a scapito della salute di milioni di esseri umani e la vita biologica in generale.

fonti:
– Telecolor: Scie chimiche: cosa succede sopra i nostri cieli?
https://www.byoblu.com/2025/03/04/il-caso-di-enrico-gianini-una-persecuzione-psico-giudiziaria/
– https://www.open.online/2025/07/30/congegni-motori-aerei-non-servono-irrorare-cieli-fc/

Foto di copertina Hans da Pixabay

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“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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