La 10.000 lire di “Michelangelo”, fu emessa tra il 1948 e il 1962, ed è una delle banconote più iconiche della Repubblica Italiana nel dopoguerra.
Questa banconota era di grande valore all’epoca e rifletteva un periodo di ricostruzione ecnomica economico e di ritorno alla stabilità dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Fu introdotta in un periodo cruciale per l’Italia, in cui il Paese cercava di riscattare e consolidare la propria economia dopo le devastazioni della guerra.
La scelta di Michelangelo Buonarroti come figura simbolica rappresentava il desiderio di sottolineare l’eredità culturale e artistica italiana.
Questa banconota aveva un valore significativo: corrispondeva a una cifra considerevole per il potere d’acquisto dell’epoca.
Si consideri che nel 1948, con quella cifra si poteva acquistare una quantità importante di beni di prima necessità o coprire spese rilevanti.
il valore reale delle 10.000 lire del 1948 è molto più alto dei nominali 5,16 € di oggi. Nel 1948:
- Un chilo di pane costava circa 100 lire.
- Una bicicletta, mezzo di trasporto molto diffuso, poteva costare circa 8.000-10.000 lire.
- Uno stipendio medio mensile di un operaio si aggirava tra le 30.000 e le 50.000 lire.
le 10.000 lire del 1948 possono essere considerate equivalenti a circa 350-400 euro di oggi.
Questo fa intuire quanto fosseo più ricchi i nostri nonni e genitori rispetto noi e nostri figli.
Pensare che con l’euro avremmo dovuto essere tutti più ricchi lavorando un giorno in meno!
Disse proprio così Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e presidente della Commissione Europea, nel 2002, poco dopo l’introduzione dell’euro come moneta unica in Italia e in altri paesi dell’Unione Europea.
Alla base di tale dichiarazione c’era l’idea che l’introduzione dell’euro, unita a una maggiore integrazione economica europea, avrebbe dovuto portare a una maggiore efficienza, produttività e benessere economico, consentendo alle persone di guadagnare di più, lavorando meno.

In questa fotografia possiamo vedere Soros, Prodi e Volcker che esaminano soddisfatti una banconota in € appena emessa dai banchieri della BCE (fonte: The Council’s Annual Report (1/7/2001-30/6/2002), pg.18).
Era l’11/01/2002 al Convegno: Le tre sfide chiave per l’Unione europea: la realtà dell’euro, l’allargamento da est, le riforme istituzionali ” organizzato dal C.F.R. (Council Foreign Relations)
Così, poi, concludeva Prodi il suo discorso al Convegno di Confindustria “Un’Italia più moderna per un’Europa piu’ forte” a Parma il 12 aprile 2002:
“Con una moneta unica, con le dimensioni permesse dall’allargamento l’Europa ha di fronte a sé opportunità straordinarie.
Nessuno lo sa bene quanto voi.
Aiutateci a coglierle.
Aiutateci a non sciuparle con gli egoismi e le miopie nazionali.”
Romano Prodi
Bé, il resto è storia. Col senno di poi si direbbe meglio una gran presa per il c…
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