Dubito Ergo SumSanitàPiù vaccini un bambino più si ammala
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Più vaccini un bambino più si ammala

8 minuti di lettura

Più vaccini un bambino più si ammala è una frase che nessuno vorrebbe pronunciare, eppure è ciò che emerge dai dati reali di uno studio scientifico a revisione paritaria pubblicato sull’International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research.

Analizza oltre un milione e mezzo di combinazioni vaccinali infantili mostrando come i vaccini esavalenti pediatrici aumentino in modo sensibile il rischio di diagnosi mediche nel mese successivo alla somministrazione.

Mentre leggo i numeri penso a quanto sia labile la rassicurante idea che tutto ciò che viene ci viene raccomandato dai camici bianchi sia automaticamente innocuo e sicuro.

Lo studio guidato da Karl Jablonowski e Brian Hooker rileva un incremento esponenziale di malattie respiratorie, infezioni, sepsi e ritardi nello sviluppo mano a mano che cresce il numero di antigeni inoculati insieme.

Qui l’articolo integrale:

Secondo uno studio scientifico a revisione paritaria pubblicato mercoledì sull’International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research, più vaccini vengono somministrati a un neonato in una sola volta, maggiore è la probabilità che il bambino sviluppi un’infezione, una malattia respiratoria o ritardi nello sviluppo in seguito alle iniezioni.

“Se i segnali di sicurezza emettessero degli allarmi sonori, i risultati sarebbero assordanti”, ha dichiarato a The Defender l’autore principale Karl Jablonowski, ricercatore senior di Children’s Health Defense (CHD). “Il numero di malattie aumenta esponenzialmente con ogni vaccino in più”.

Jablonowski e il responsabile scientifico principale di CHD, Brian Hooker, hanno analizzato 20 anni di dati relativi a 1.542.076 combinazioni di vaccini somministrati a bambini di età inferiore a 1 anno.

I dati, raccolti dal 1° luglio 1991 al 31 maggio 2011, provengono dal database Medicaid della Florida, disponibile pubblicamente, che…

Fonte: The Defender

A questo punto chiediamoci se i vaccini esavalenti pediatrici aumentano davvero il rischio oppure dovremmo ancora una volta rifugiarci nella narrazione che dipinge ogni dubbio come una minaccia alla salute pubblica, come se il semplice porre domande fosse un atto di eresia.

Naturalmente c’è un pizzico di retorica in questa mia quasi provocazione e avevo già espresso alcune considerazioni in “Vaccino? O rifiuto?”.

Lo studio però non è un’opinione, non è un pamphlet politico, è peer-review, con dati grezzi analizzati su un periodo di vent’anni!

Quando una ricerca così solida afferma che:

allora capisco che il vero problema non è la scienza ma la paura che qualcuno possa notare crepe nella versione ufficiale.

Questo è il punto più delicato di tutta la narrazione vaccinale. Ovvero; cosa sappiamo sui rischi della somministrazione contemporanea dei vaccini esavalenti? Così come per tutti i multivalenti in generale.

Sapete che non si finanziano studi indipendenti che confrontino direttamente calendari vaccinali differenziati? Piuttosto si va avanti per dogmi.

Ma insperatamente il 19 novembre 2025 “il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) conferma che l’affermazione propagandata dogmaticamente da decenni dalle autorità sanitarie, secondo cui l’autismo non sarebbe causato dalle vaccinazioni pediatriche, è priva di qualsiasi fondamento scientifico e che le autorità sanitarie, al solo scopo di soffocare sul nascere qualsiasi esitazione vaccinale, hanno censurato gli studi che dimostrano invece questa causalità” [Playmastermovie]

Vaccini esavalenti pediatrici

Tuttavia non posso fare a meno di vedere un’ombra di disillusione quando noto come il dibattito pubblico si trasformi sempre in tifoserie, senza vedere che al centro ci sono bambini reali e famiglie reali che meritano trasparenza totale.

Stesso discorso si ripete per il caso della “famiglia nel bosco“, Sì perché è proprio un caso.

Mia suocera, che a 91 anni – bontà sua – legge sul suo laptop articoli in 5 lingue diverse, mi riporta che all’estero non si spiegano il tanto clamore che in Italia i media stanno dando a questa storia.

In Germania, ad esempio, è un fatto abbastanza comune quello di avere famiglie che vivono in contesti naturali e non cittadini e non per questo si accaniscono sui bambini nel modo in cui sta accadendo per questa storia in Italia.

Oggi però qualcosa sta cambiando perché sempre più genitori iniziano a leggere, confrontare, chiedere, e questa consapevolezza collettiva è forse la parte più sana del nostro tempo.

Perché se è vero che i rischi legati ai vaccini esavalenti emergono da uno studio che smonta la narrazione del “efficace e sicuro”, è altrettanto vero che proprio questa frattura può aprire la strada a un nuovo rapporto tra cittadino e scienza.

Un rapporto in cui l’autorità non si misura con il silenzio imposto ma con la capacità di rispondere, spiegare e soprattutto correggere.

I vaccini esavalenti non sono qualcosa di magico, sono un farmaco bomba che già una commissione parlamentare aveva così inquadrato:

L’adozione di pratiche come le vaccinazioni multiple compresse può rappresentare, di per sé, un rischio per la salute in relazione ad almeno tre aspetti:

  • la quantità cumulativa dei vari componenti dei vaccini eccede il limite permesso per l’autorizzazione all’immissione in commercio del singolo vaccino;
  • le ipersensibilità indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità delle analisi pre-vaccinali;
  • le reazioni avverse indicate nei dossier di registrazione e allegati tecnici ai vaccini anche solo singolarmente considerati confermano la necessità di una valutazione dei rischi personalizzata sulla profilassi vaccinale e la necessità di un monitoraggio periodico a lungo termine su ogni singolo vaccinato.

    Cap. 5, par. 8, pg 141

La relazione inizia con un preambolo lapidario:

Mai più una penisola interdetta, mai più militari morti senza un perché

Ciò che emerge dalla relazione risulta imbarazzante per il governo e i vertici militari nazionali.

Nel documento si dice che le criticità “hanno contribuito a seminare morti e malattie, mentre dai vertici la risposta è stata il “negazionismo”, al quale si aggiungono gli assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle Autorità di Governo” che hanno ingenerato il dilagare “tra le vittime e i loro parenti” di uno “sconfortante senso di giustizia negata”.

Ma lo Stato Maggiore della Difesa ha subito replicato: “Inaccettabili accuse”.

fonte: Terranuova

Di seguito la relazione integrale, una pietra miliare nell’ambito della tutela della salute dei militari e quasi introvabile nel web.

Apri il PDF

E così, in mezzo a tanto grigiore, intravedo una speranza concreta:

una società che non accetta più rassicurazioni prefabbricate e sceglie di assumersi la responsabilità della propria comprensione.

Perché la vera salute pubblica nasce da menti informate e non da promesse ripetute all’infinito.

Note:
[1] “richieste di pagamento” è la traduzione di claims, cioè le pratiche di rimborso che Medicaid riceve e paga ai fornitori sanitari.
In pratica: ogni visita, ogni farmaco, ogni esame passato attraverso Medicaid genera un claim, una “richiesta di pagamento” inviata dal medico, dalla clinica o dalla farmacia allo Stato per farsi rimborsare il servizio erogato.
Quando l’articolo dice che ci sono “460 milioni di richieste di pagamento”, sta dicendo che ci sono 460 milioni di prestazioni sanitarie registrate e fatturate a Medicaid in quel periodo.

Foto di copertina Frauke Riether da Pixabay

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Carogiù

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