Dubito Ergo SumUFOLOGIAVideo ufo di Kumburgaz
Dubito Ergo SumUFOLOGIAVideo ufo di Kumburgaz
Kumburgaz ufo
3 minuti di lettura

Era il 2009 quando mi imbattei per la prima volta nel video ufo di Kumburgaz. Non ricordo esattamente dove lo vidi, forse in un forum o condivise da un amico scettico peer prendermi in giro, ma ricordo vividamente la sensazione che mi lasciarono addosso: un disagio sottile, misto a una magnetica curiosità impossibile da spegnere.

Non era il solito video sfocato di una luce lontana. C’era qualcosa di diverso. Una struttura. Una consistenza. Esseri che sembrano esserci, davvero.

Oggi, a distanza di anni, quel caso continua spesso a tornarmi in mente. Non perché abbia fornito risposte – anzi, ne ha generate di nuove – ma perché rappresenta perfettamente quel confine labile tra ciò che i nostri occhi registrano e ciò che il nostro cervello decide di vedere.

Le riprese del video ufo di Kumburgaz, realizzate tra il 2007 e il 2009, resistono ancora oggi a molte accuse di falsificazione.

Nessun evidente taglio digitale, nessun effetto speciale grossolano. E questo, paradossalmente, è ciò che rende il tutto così destabilizzante. Se fosse stato un palese falso, avrei potuto archiviarlo con un beffardo sorriso. Invece, mi sono trovato davanti a qualcosa che esiste. Un oggetto reale, catturato da lenti reali, testimoniato da persone reali.

Ma ecco il punto su cui mi fermo spesso a riflettere: quanto di quella “struttura” appartiene all’oggetto e quanto alla mia mente che cerca un pattern?

Quando guardo quei frame ingranditi, vedo la tensione. Da una parte, gli esperti parlano di navi distanti, deformate dal calore atmosferico e dalla compressione del video. Dall’altra, c’è chi giura di vedere una tecnologia non umana, complessa e intenzionale.

La verità? Forse risiede nel modo in cui osserviamo.

Gli esperti videomaker sanno che quando spingi lo zoom oltre il limite della risoluzione, smetti di guardare l’oggetto e inizi a guardare il mezzo1. Vedi le vibrazioni della lente, la turbolenza dell’aria, gli artefatti digitali. L’immagine diventa instabile, ambigua e in qualche modo si trasforma.

In quest’ambiguità, il nostro cervello lavora overtime. Riempie i vuoti. Cerca un senso.

Video ufo di Kumburgaz

Nonostante oggi il fenomeno UFO sia ufficialmente sdoganato, Col tempo ho imparato, in questi casi, a non fidarmi ciecamente della prima impressione, ma nemmeno a liquidare tutto come un’illusione. Perché ci sono elementi nel caso del video ufo di Kumburgaz che restano ostinati:

  1. la ripetizione degli avvistamenti: l’ufo è stato ripreso più volte nel tempo e da dispositivi diversi.
  2. la coerenza di certe forme nel tempo: ogni volta le immagini riprese sono coerentemente e incredibilmente simili.
  3. i testimoni indipendenti: all’epoca diversi testimoni senza alcun legame tra loro riferirono lo stesso avvistamento riportando fatti e particolari coerenti in tutte le testimonianze.

Non sono prove definitive, certo. Ma non sono nemmeno dettagli casuali.

Così, la domanda che per me è rimasta ancora immutata dopo ancora 15 anni. Mi chiedo ancora se “sono veramente alieni?” quelle figure che sembrano muoversi all’interno dell’oggetto. E subito dopo: “Ok. E quanto sono sicuro di ciò che sto vedendo?“.

L’ufo di Kumburgaz non chiude il discorso. Lo riapre. Specialmente in un periodo come questo di probabili imminenti disclosure miste a prpoaganda manipolatoria e confusionaria.

Ciò ci mette davanti al solito specchio. Da una parte c’è la razionalità, che spiega sempre tutto ma lascia un vuoto emotivo. Dall’altra c’è il mistero, che ci affascina ma non si lascia afferrare.

Forse il valore di questo video non sta nella soluzione, ma nella sospensione del giudizio.

In quello spazio scomodo dove le certezze si assottigliano e il pensiero critico fa davvero fatica.

E quel video, silenzioso e magnetico, continua a pormi quella domanda, ogni volta che lo rivedo.

  1. il sistema ottico e il sensore della videocamera, cioè la tecnologia di ripresa stessa. ↩︎

fonti:
https://turkeyufocase.blogspot.com/

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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