Dubito Ergo SumAstronomia3I-Atlas: parla Michio Kaku
Dubito Ergo SumAstronomia3I-Atlas: parla Michio Kaku
2 minuti di lettura

Nell’ultimo articolo su 3I-Atlas mi chiedevo quale potesse essere il pensiero di Michio Kaku sull’argomento, ipotizzando che avrebbe potuto dare spazio alla possibilità futuristiche e anche estreme ma sempre nel contesto del rigore scientifico.

Ebbene in una recente intervista a Newsmax del 26 ottobre 2025, Kaku si è espresso in merito e ha detto che la comunità astronomica è divisa in due fazioni: quella che è per l’asteroide “anomalo” e l’altra che non esclude possa trattarsi di un “visitatore intelligente da un altro sistema solare”.

In ogni caso qualcosa di insolito sta accadendo nel nostro sistema solare.

“3I/ATLAS è un misterioso oggetto interstellare noto per il suo percorso iperbolico verso il Sole e la sua velocità elevatissima rispetto al Sistema Solare.
In pochi giorni, #3IATLAS promette di fornire nuove informazioni e, forse, nuove domande.
Sono intervenuto su @NEWSMAX per discutere di questi sviluppi.

Fonte X

L’oggetto interstellare monitorato dalla NASA, grande come Manhattan e con movimenti anomali, potrebbe non essere solo una roccia vagante. Potrebbe essere un visitatore, un’intelligenza artificiale o biologica proveniente da un altro sistema stellare.

Il punto cruciale, ha spiegato Kaku, è il passaggio al perielio del 29 ottobre, quando 3I/Atlas avrebbe potuto sfruttare l’effetto Oberth per guadagnare energia extra dal Sole1.

Se l’oggetto avesse mostrato un incremento inspiegabile di velocità o di energia, questo avrebbe infranto le leggi note della fisica e aperto un varco verso qualcosa di completamente nuovo.

Per questo la comunità scientifica è divisa: una parte riduce tutto a una normale traiettoria cometaria, l’altra sospetta un controllo intelligente dietro quel moto.

Kaku non lo dice esplicitamente, ma lo lascia intendere: se l’energia in uscita supera quella in entrata, non stiamo più osservando un semplice sasso cosmico, stiamo assistendo a un messaggio in codice della natura, o di chi la sa manipolare.

Eppure, proprio mentre il mondo guarda al cielo, la NASA tace. Le immagini del Mars Reconnaissance Orbiter, che avrebbe dovuto catturare le foto più nitide di 3I/Atlas, non sono ancora state rese pubbliche, nonostante sia passato quasi un mese. Perché questo silenzio? È solo burocrazia o c’è qualcosa che non si vuole ancora mostrare?

Avi Loeb taglia corto dicendo che se la NASA è “lenta” non è a causa dell’intelligenza extraterreste ma a causa della stupidità terrestre.

Direi che non fa una piega e potrà sembrare banale, ma la coincidenza temporale tra l’avvicinamento al Sole e il ritardo nella diffusione delle immagini alimenta i dubbi anche dei più scettici.

La NASA, che ha inserito per la prima volta un oggetto interstellare nella International Asteroid Warning Network, sembra oggi muoversi con cautela, come se ogni parola potesse accendere un incendio mediatico.

La motivazione ufficiale è che il sasso interstellare è una «grande opportunità» per la comunità IAWN di «eseguire un esercizio di osservazione».

Nel frattempo, i dati pubblici restano fermi alle stesse osservazioni ottiche e radar delle settimane scorse, mentre Michio Kaku continua a ricordarci che la fisica, in fondo, è solo un linguaggio per descrivere l’ignoto.

Quello che chiamiamo mistero è solo ciò che non abbiamo ancora imparato a conoscere.

Forse 3I-Atlas è una roccia, forse un messaggero, o forse un test sul nostro modo di guardare l’universo. Ma il punto non è sapere cosa sia: è chiedersi perché, ogni volta che qualcosa sfugge alle regole, l’umanità reagisca come se vedesse un fantasma.

Forse abbiamo più paura della conoscenza che dell’ignoto stesso. Dopotutto il mito del diluvio universale deve pur nascere da qualche parte, no?

E se Michio Kaku ha ragione, allora dovremmo prepararci a una settimana in cui la scienza potrebbe non bastare più.

  1. L’Effetto Oberth è una tecnica che massimizza l’efficienza di un motore razzo sfruttando il principio fisico per cui la stessa quantità di propellente produce un maggiore aumento di energia quando il motore viene acceso ad alta velocità. Questo avviene perché il guadagno energetico, descritto dalla formula ΔE = mvΔv + ½m(Δv)², è dominato dal termine “mvΔv”, che cresce proporzionalmente con la velocità iniziale “v”. Per questo, la manovra è più efficace quando eseguita in prossimità del periasse, il punto di massima velocità nell’orbita di un corpo celeste, trasformando una piccola spinta in un significativo cambiamento orbitale. ↩︎

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

2 Comments

  1. L’astrofisico Avi Loeb, dopo aver dato una spiegazione scientifica e plausibile all’accelerazione non gravitazione di 3I-Atlas, aggiunge:

    In alternativa, l’accelerazione non gravitazionale potrebbe essere la firma tecnologica di un motore interno.
    Questo potrebbe anche spiegare il rapporto sul 3I/ATLAS che diventa più blu del Sole (accessibile qui). Per una cometa naturale questo colore blu è molto sorprendente. Si prevede che la polvere arrossisca la luce solare diffusa e la superficie di 3I/ATLAS dovrebbe essere circa 20 volte più fredda dei 5.800 gradi Kelvin nella fotosfera del Sole, risultando in un colore più rosso del Sole.
    L’aspetto blu al perielio è una nona anomalia nella lista delle proprietà inaspettate di 3I/ATLAS (compilata più recentemente qui). Potrebbe potenzialmente essere spiegato da un motore caldo o da una fonte di luce artificiale.

    Tuttavia, aggiunge, “È una cattiva pratica professionale per gli astrofisici teorici concludere che i dati devono essere sbagliati solo perché non ne hanno una spiegazione teorica.”

    fonte: Medium Avi Loeb

  2. Dal canale YT di Omega Click:

    🚨 In questo nuovo episodio della serie dedicata a 3I/ATLAS affrontiamo due domande fondamentali che stanno mettendo in crisi l’intera narrazione ufficiale.

    Primo punto: perché riusciamo a ottenere immagini straordinariamente nitide di galassie lontane milioni o miliardi di anni luce, mentre dell’oggetto interstellare più discusso del secolo abbiamo ricevuto solo macchie sfocate?

    Qui analizziamo la differenza tra immagini scientifiche elaborate e dati grezzi non processati, mostrando perché la NASA ha divulgato materiali incomprensibili al grande pubblico e perché questo solleva dubbi tecnici importanti.

    Secondo punto: esaminiamo la nuova anomalia rilasciata dal JPL, una discrepanza matematica che ha lasciato interdetti molti ricercatori. 3I/ATLAS passerà esattamente — e non è una parola usata a caso — sul bordo della sfera di Hill di Giove, la regione in cui il pianeta supera gravitazionalmente il Sole. Una coincidenza che, statisticamente, ha una probabilità di 1 su 26.000.

    Una coincidenza che non esisteva prima della famosa accelerazione non gravitazionale rilevata dopo il perihelio. Una micro-spinta che ha corretto la rotta proprio quanto bastava per farla arrivare nel punto perfetto.

    Un allineamento troppo preciso per essere ignorato. Troppo mirato per essere archiviato come semplice caso. Troppo coerente con altre 12 anomalie documentate per essere liquidato con un sorriso.

    Mentre gran parte del web ripete a memoria la versione ufficiale, qui si analizzano i dati veri, le incongruenze, le osservazioni degli astrofotografi indipendenti e soprattutto ciò che la conferenza NASA non ha mostrato. Una conferenza imbarazzante, fatta di risposte vaghe, gobbi letti in diretta e nessuna analisi delle anomalie più evidenti.

    Se volete sostenere il canale e aiutarlo a non essere affossato dall’algoritmo, aprite il video nella prima mezz’ora dall’uscita. È fondamentale. Grazie a chi lo farà: siete la forza che tiene in vita questo progetto.

    Buona visione, e preparatevi: questa anomalia cambierà molte prospettive.

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