Dubito Ergo SumConsapevolezzaDalai Lama: chi è བསྟན་འཛིན་རྒྱ་མཚོ། ?
Dubito Ergo SumConsapevolezzaDalai Lama: chi è བསྟན་འཛིན་རྒྱ་མཚོ། ?
3 minuti di lettura

Il passo successivo [in un movimento fascista] è quello di affascinare gli sciocchi e mettere la museruola agli intelligenti, con l’eccitazione emotiva da un lato e il terrorismo dall’altra.

BERTRAND RUSSELL

Eppure quando vidi “7 anni in Tibet” il film mi piacque, anche se la resistenza organizzata dal Tibet narrata nel film mi sembrò troppo illogica ed inverosimile. La scena che di più mi è rimasta impressa è quella di un monaco tibetano che è costretto da un soldato cinese a sparare un altro monaco.

Una scena potente e violenta che scuote l’animo e ti prende direttamente allo stomaco. E’ l’immagine che ti crei dei cinesi e che ti resta fissata nel subconscio.

Non che siano dei santi, intendiamoci, il totalitarismo del PPC è qualcosa di aberrante tanto che è preso a modello di controllo sociale dalle élite finanziarie e globaliste (leggi Benvenuti nella vostra sterile nuova normalità… (parte II)) e in Tibet le cose non vanno granché bene.

Poi leggo che l’attuale Dalai Lama si fa vaccinare col vaccino di Astrazeneca.

Buddismo
qui il video della vaccinazione, con frame mancante, del South China Morning Post

Lo stesso vaccino che gli svizzeri non hanno autorizzato, perché (folli no-vax!) ritengono «che i dati attualmente disponibili non consentono ancora di giungere a una conclusione sul rapporto rischio-beneficio per questo vaccino» e che anzi pensano addirittura di rivendere a qualche allocco che tanto quelli ormai lo sappiamo non mancano mai.

E gli svizzeri in questione rischio-benefici sono, scusate il gioco di parole, di una precisione svizzera tanto che a conti fatti le vaccinazioni si traducono “in un guadagno per lo Stato, sia in soldi [n.d.r. ovviamente] sia in benessere della popolazione“ (ne avevamo già scritto qui: La matematica della salute).

Ma l’anziano Dalai Lama, immenso oceano di saggezza che dispensa in ogni dove, chi è veramente, qual è la sua storia? Ecco un lato poco conosciuto di colui che per i più è visto come l’omologo del papa dei cristiani.

Cornice Ombreggiata

“Patrick French, ex direttore di Free Tibet Campaign (Campagna per l’indipendenza del Tibet) in Inghilterra, è stato il primo a poter consultare gli archivi del governo del Dalai Lama in esilio.

Una volta resosi conto che le prove raccolte per supportare la tesi del genocidio del popolo tibetano da parte cinese erano totalmente false, rassegnò immediatamente le sue dimissioni quale direttore dell’associazione Free Tibet Campaign.”

Il Dalai Lama è una sorta di Papa del Buddismo?

Qui, è necessario fare alcune precisazioni. Il 6% della popolazione mondiale è buddista. Il Dalai Lama non è in alcun modo il rappresentante del buddismo zen (Giappone), o del buddismo del Sud-Est asiatico (Thailandia), né tantomeno del buddismo cinese.

Il Buddismo tibetano, rappresenta 1/60 di quel 6% di popolazione buddista mondiale.



Infine, per completare ulteriormente il quadro, vi sono in Tibet quattro distinte scuole d’ispirazione buddista. Il Dalai Lama appartiene ad una di queste: la “gelugpa”.

In breve, il Dalai Lama è un Papa con un modesto seguito di credenti, ma con molti agganci politici…

 Chi sono i suoi sponsor?

Vediamo nel dettaglio:

 – dal 1959 al 1972 il Dalai Lama ha ricevuto a titolo personale $ 180.000 all’ anno dalla CIA ( documenti rilasciati dal Governo degli Stati Uniti – il Dalai Lama ha negato fino al 1980 di aver ricevuto questa cifra).

 – $ 1.700.000 all’anno per la formazione della sua rete internazionale. Questo importo è stato versato attraverso un’organizzazione no-profit non governativa americana, il cui bilancio è finanziato direttamente dal Congresso USA.

 Il Dalai Lama ha dichiarato che a gestire “ le cose” sono i suoi due fratelli, Thubten Norbu (un alto Lama) e Gyalo Thondrup. Entrambi erano stati assunti dalla CIA nel 1951, il primo con il compito di raccogliere fondi e dirigere la propaganda, il secondo per organizzare la resistenza armata.»



continua sulla fonte

Quindi, per i meno informati, il Dalai Lama sarebbe amico e benvoluto da attori e personaggi famosi per il solo ed unico scopo di far ritornare il Tibet indipendente, diffondere la spiritualità e predicare che la gioia della felicità risiede nel non possedere e non desiderare nulla di materiale.

Immagino che i fan di Tenzin Gyatso si sentiranno istericamente entusiasti o emotivamente eccitati, per usare le sopra citate parole di B.Russel, nel constatare che tali idee sono perfettamente in linea, anzi oserei dire specularmente sovrapponibili con l’agenda del World Economic Forum, in atto già da diversi anni.

il Dalai Lama predica che la gioia della felicità risiede nel non possedere e non desiderare nulla di materiale.
fonte (il post è del 2017 e Ida Auken ne scriveva già nel 2016, vedi fonti)

Ma allora cosa centra un personaggio famoso, anziano e globalmente visibile col vaccino anti covid di Astrazeneca?

Apparentemente nulla, ma, fermo restando l’innata simpatia che il personaggio suscita e comunica, in quest’epoca di mistificazione e di menzogne propalate a mani larghe, mi si consenta di far notare che se si guarda al mondo che ci circonda con occhi puliti e privi di preconcetti, la realtà che ci circonda assume tutt’altra luce e spesso questa si presenta come molto più logica e razionalmente verosimile.

Parlando di queste cose con un’amica, molto informata e dalle ampie vedute, mi offre una sua considerazione in merito a questa vicenda che riporto, premettendo che non conosco bene il personaggio Grabovoi; “scienziato e chiaroveggente” sono due termni che messi insieme stridono fortemente, ma pare che gli si possano attribuire entrambe le qualifiche.

Sul suo conto mi è stato raccontato tutto e il contrario di tutto, ma mi riprometto di fare ulteriori ricerche per potermene fare un’idea più precisa in merito.

«Penso che in questo attuale periodo non esistano altri Maestri, o persone con coscienza molto elevata, capi religiosi ecc. che, come Grabovoi, spieghino le vere cause di queste ultime pandemie.
Nel 2002 egli scrisse infatti una lettera a tutti i governi mondiali invitandoli a chiudere i laboratori che producono armi chimiche e batteriologiche1.
Ritengo molto importante quella lettera perché fa comprendere che la virologia, basata attualmente sul salto di specie dei virus degli animali all’uomo, come si disse per l’influenza spagnola e le successive, debba invece ricercare le cause delle pandemie in quei laboratori.

Prima di lui Bernardino del Boca.

“Queste vittime sono come i topi che, nei tempi passati portavano la peste.
Non erano colpevoli i topi se la società di allora viveva nella sporcizia fisica e morale”

fonte

Ora pullula prevalentemente la sporcizia morale»

In effetti Grabovoi ha scritto questa lettera nel 2002, preconizzando una situazione nell’area euroasiatica che a distanza di vent’anni ha dell’incredibile. All’epoca acriveva che le nazioni del mondo:

dovrebbero concentrarsi sull’Eurasia, poiché sul suo territorio iniziano a sorgere problemi generali legati alle conseguenze della possibilità di utilizzare armi batteriologiche e chimiche.

I Paesi di questo continente dovrebbero, per quanto possibile, concludere ulteriori accordi per scongiurare la proliferazione di questo genere di mezzi di distruzione di massa.
[…]
Solo così saremo protetti dall’uso incontrollato di sistemi biologici fra i quali, per esempio, un virus mutato dell’influenza ordinaria che sarà molto difficile da curare.

continua sulla fonte

https://www.grabovoifoundation.org/wp-content/uploads/2020/03/VIRUS-IN-EURASIA-2002-Grigori-Grabovoi.pdf

Massimo Citro ci illustra uno scenario molto chiaro sulla genesi di questo virus (in particolare dal minuto 25’):

Note:
1 I laboratori BSL4 sono relativamente recenti e la loro “proliferazione” ha visto un’impennata nei paesi euroasiatici negli ultimi 20 anni circa e guarda caso sono spesso “gestiti” da personale internazionale.
Ricordiamo il famoso servizio subito censurato in ogni dove con la scusa del copyright, anche se la TV che l’ha prodotto è pubblica e pagata coi soldi dei cittadini che potete vede qui: Tg Leonardo del 2015 https://mariobiglietto.it/2021/02/08/boa-constrictor/.

fonti:
– https://www.scmp.com/video/coronavirus/3124474/tibetan-spiritual-leader-dalai-lama-gets-coronavirus-vaccine-shot-very
-https://www.repubblica.it/salute/2021/02/03/news/covid_la_svizzera_non_autorizza_il_vaccino_astrazeneca-285829571/
– https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1494389/astrazeneca-vaccini-svizzera-confederazione-vaccino
– https://leviedellasia.corriere.it/2015/01/30/tutti-gli-stereotipi-sul-tibet-parla-lo-studioso-sam-van-schaik/
– https://www.forbes.com/sites/worldeconomicforum/2016/11/10/shopping-i-cant-really-remember-what-that-is-or-how-differently-well-live-in-2030/
– https://www.nytimes.com/2008/03/22/opinion/22french.html
– http://www.italiatibet.org/2018/04/11/in-tibet-la-situazione-e-gravissima-dialogo-con-claudio-cardelli-luomo-che-ha-portato-il-dalai-lama-in-italia/
The False Dalai Lama
– https://grabovoifoundation.org/previsione/

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"Le coscienze risvegliate sono le luci che illuminano il cambiamento."

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

2 Comments

  1. Già più di trent’anni fa il monaco Lobsang Rampa, nei suoi libri (Il medico venuto da Lhasa, questa è la verità, il terzo occhio, la caverna degli antichi… quest’ultimo consigliato a chi fa ricerche ufologiche) affermava che l’attuale Dalai Lama era un fantoccio che non sarebbe stato in grado di nuocere alla Cina. Tutti i nodi vengono al pettine e i cadaveri passeranno, galleggiando sul fiume. Basta avere pazienza e la verità viene sempre a galla. Mi fermo, quieto, sulla sponda ad aspettare

  2. Lobsang Rampa è il nome d’arte di Cyril Henry Hoskin, uno scrittore britannico nato nel 1910 e divenuto famoso per i suoi libri che affermavano di rivelare segreti del misticismo tibetano e della vita monastica. Rampa affermava di essere un lama tibetano reincarnato e di possedere poteri spirituali speciali, tra cui la capacità di compiere viaggi astrali e di ricordare vite passate. La sua opera più celebre, Il Terzo Occhio (1956), raccontava in prima persona la vita di un monaco tibetano, descrivendo rituali, credenze e pratiche esoteriche sconosciute in Occidente.

    Nel libro, Rampa racconta la sua esperienza di apertura del “terzo occhio,” una capacità mistica per vedere energie e dimensioni nascoste. Il problema principale è che Hoskin non aveva mai messo piede in Tibet e non possedeva un background accademico o esperienziale nel Buddhismo tibetano. L’opera attirò l’attenzione anche di studiosi e giornalisti che, investigando sulla sua vera identità, scoprirono che Lobsang Rampa era un cittadino britannico senza alcun legame diretto con il Tibet.

    In risposta, Hoskin affermò di aver subito una sorta di “trasferimento spirituale” da parte di uno spirito tibetano. Secondo lui, il corpo di Hoskin era stato “posseduto” da Lobsang Rampa, permettendogli di diventare un veicolo per condividere le sue conoscenze mistiche.

    Nonostante le critiche e le accuse di truffa, Lobsang Rampa continuò a scrivere numerosi libri, che trattavano di reincarnazione, viaggio astrale, meditazione e pratiche spirituali. La serie di libri continuò ad avere un vasto seguito in tutto il mondo, specialmente tra coloro interessati a temi esoterici e spirituali.

    Il fascino per i suoi scritti persiste anche oggi, nonostante il personaggio rimanga controverso e divisivo. Molti dei suoi lettori trovano ispirazione nei suoi insegnamenti e vedono nei suoi scritti una connessione a una dimensione spirituale universale, indipendentemente dalle sue vere origini.

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