Questo articolo, primo di una trilogia dedicata a ‘Le voci più belle del rock’, è scritto da un quattordicenne secondo il proprio sentire e stile comunicativo e segue virtualmente l’articolo: La musica a 13 anni nel 2025.
PARTE 1
Quando ho deciso di scrivere questa raccolta sono partito dal presupposto che non l’avrei scritta sotto forma di classifica perché le preferenze sono basate sui gusti personali (come è giusto che sia) quindi è impossibile determinare quale sia la più bella.
Iniziamo.
Tony Lewis (Outfield)

Tony è stato il cantante e chitarrista degli Outfield, gruppo creato nel 1984 e diventato famoso l’anno successivo grazie a brani come “Your love” e “Say it isn’t so”.
La chiarezza della sua voce è davvero impressionante e nelle sue canzoni riesce sia ad alzare che abbassare il tono del suo timbro vocale.
Quando Tony canta è davvero piacevole da ascoltare, la sua voce non crea mai fastidio, come succede talvolta ascoltando qualche acuto di altri cantanti. Secondo il mio parere, oltre ad avere il dono della voce, Tony Lewis ha anche il dono della composizione musicale, perché le ritmiche degli Outfield sono quasi sempre molto semplici ma parecchio innovative.
Tra l’altro (da come si può vedere da entrambe le immagini) è stato anche uno dei primi ad utilizzare le chitarre senza paletta, che bisogna accordare dal basso.
Freddie Mercury (Queen)
Non ha una voce chiara e non produce nemmeno acuti ma se dobbiamo parlare di potenza Freddie Mercury è uno dei migliori. Oltre alla potenza è dotato anche di molta velocità. Mi spiego meglio: Freddie riesce a cantare molto rapidamente, senza nemmeno accennare ad un segno di stanchezza ed affaticamento.


Insieme ai Queen ha creato dei brani pop-rock, rock e hard rock che resteranno scolpiti nella storia della musica per sempre, anche grazie a tutti gli altri componenti della band.
Freddie Mercury, in un’intervista, ha affermato di non aver mai preso lezioni di canto, la sua forza vocale è totalmente naturale, quello che noi ascoltiamo è dovuto solo a sue capacità innate.
Era tra l’altro un grande amante dei gatti, a tal punto da aver scritto un brano su la sua gatta Delilah intitolato appunto Delilah, una dei pezzi dell’album Innuendo.
Klaus Meine (Scorpion)

Nato in Germania, ad Hannover, Klaus Meine si è affa
cciato ad un mondo in cui, prima il rock britannico, poi quello americano spopolavano.
Dopo aver imparato sorprendentemente bene l’inglese, inizia a cantare dimostrando di avere una voce cristallina e brillante la quale riesce ad attirare l’attenzione di tutti, amanti e non del genere che portò avanti con gli Scorpion (rock/hard rock).
La band degli Scorpions era formata da amici di vecchia data di Klaus, il quale dice che sono finiti a suonare insieme perché quando erano piccoli adoravano ascoltare i Beatles e i Rolling Stones.
L’abilità di Klaus gli permise di “sbloccare” altre capacità legate alla voce che poi sfruttò per creare brani famosissimi come “Wind of change” nel quale fischia per quasi un terzo della canzone.

Axel Rose (Guns n’ Roses)

Axl Rose (abbreviazione) è un cantante che combina la potenza e gli acuti in una maniera incredibilmente bilanciata, che ha dovuto superare diverse avversità durante tutta la sua vita.
Membro principale dei Guns n’ Roses insieme al Slash, ha conquistato la fama nel mondo hard rock grazie all’album “Appetite for Destruction” sul quale all’inizio avevano deciso di mettere una copertina un po’ “hard”, e dopo averne fatte creare solo poche copie si resero conto del loro errore sostituendola con un’altra meno aggressiva.
Al giorno d’oggi, quelle poche copie create inizialmente sono diventate rarissime.
Durante la sua carriera Axel Rose, oltre alla sua voce da cantante più conosciuta, utilizzò, per brani come “Knocking’ on the Heaven’s door”, una voce abbassata di un tono, dato che quella in particolare è una canzone molto lenta per il loro solito genere musicale ma la sua inusuale lentezza non le ha impedito di diventare un brano molto famoso.

Autore: Carobar
Correttore di bozza: Lydia
Fonte immagini: Pinterest
Foto di copertina Tommy Hammarsten da Pixabay
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