Dubito Ergo SumPOLITICAIl declino morale dell’America
Dubito Ergo SumPOLITICAIl declino morale dell’America
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Il declino morale dell’America

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Trovo una certa tragica ironia nel modo in cui gli yankee e i loro alleati guardano al mondo. Da decenni, Washington si erge a sceriffo e giudice supremo della governance globale. Tuttavia, quando il dito viene puntato verso l’esterno, raramente l’Occidente si degna di guardarsi allo specchio.

Il declino morale dell’America non è più solo una critica concettuale, ma una realtà fattuale palesatasi nei recenti eventi geopolitici. Dalla virale risposta “australiana” alle lamentele di Donald Trump sulla NATO, fino agli attacchi contro il Papa e le mosse, per me calcolate, di Giorgia Meloni su Israele, emerge un quadro chiaro: l’ipocrisia ha definitivamente sostituito la strategia.

La risposta “australiana” a Trump: fatti contro narrazione

Recentemente, un testo virale attribuito a Jim Scroggins (con autore originale sconosciuto) ha squarciato il velo della retorica trumpiana. Trump ha più volte affermato che la NATO “non c’era per noi”. La risposta, dal tono schietto e disincantato, smonta questa tesi punto per punto, evidenziando le contraddizioni interne degli USA.

Non si tratta solo di politica estera, ma di un fallimento sociale strutturale. Ecco i dati che dipingono il vero declino morale dell’America:

  • Povertà nella ricchezza: 600.000 senzatetto dormono per strada ogni notte. Il 40% degli adulti non può coprire un’emergenza di 400 dollari senza indebitarsi.
  • Sanità come privilegio: L’insulina costa più di una rata dell’auto. I debiti medici sono la prima causa di fallimento personale. Donne muoiono nei parcheggi degli ospedali perché i medici temono le leggi sull’aborto più della vita delle pazienti.
  • Giustizia classista: Gli USA hanno 2 milioni di detenuti, più di Cina, Russia e Corea del Nord messe insieme. Un quarto di loro non è condannato, ma troppo povero per pagare la cauzione.

Mentre i bambini americani fanno esercitazioni anti-sparatoria a scuola, l’aspettativa di vita diminuisce e la mortalità infantile supera quella di Cuba. Per non parlare dei tassi di aborti post covid. Questa è la “Terra della Libertà” che vuole dare lezioni al mondo?

Trump contro il Papa: l’apice dell’arroganza politica

Se la critica sociale è devastante, la deriva retorica di Trump tocca ora vette di delirio. Recentemente, l’ex presidente ha attaccato il Papa, definendolo un “debole” e sostenendo che “senza di me non sarebbe in Vaticano”.

Questa dichiarazione rivela una visione del mondo distorta, dove ogni autorità, persino quella spirituale, è subordinata al potere temporale americano. Attaccare il Papa significa negare l’esistenza di un’autorità “morale” – per quella che vale – indipendente da Washington. È la stessa mentalità che porta a riscrivere la storia sulla NATO.

Dimentichiamo forse che dopo l’11 settembre la NATO invocò l’Articolo 5 proprio per difendere gli USA? Soldati di decine di paesi, Italia inclusa1, hanno combattuto in per vent’anni. Il ritiro caotico deciso da Trump, senza avvisare gli alleati, è la vera prova dell’abbandono, non il contrario.

Giorgia Meloni e Israele: tattica o svolta?

Mentre l’America sbraita per bocca di Trump le sue contraddizioni, l’Europa cerca di sopravvivere con una diplomazia ambigua. Il caso recente della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è emblematico: ha annunciato la sospensione del rinnovo automatico del memorandum d’intesa sulla difesa con Israele.

A prima vista, sembra una presa di posizione etica. Analizzando però il contesto, mi appare più come una mossa di posizionamento politico legata al declino morale dell’America e alla pressione dell’opinione pubblica.

Perché la mossa di Meloni è calcolata

Ritengo che la sospensione del MoU risponda a tre esigenze precise:

  1. Placare un certo elettorato: Risponde a chi storce il naso davanti al conflitto in corso a Gaza.
  2. Mantenere i rapporti: Essendo una “sospensione del rinnovo automatico” e non una rottura, non compromette strategicamente i legami con Tel Aviv.
  3. Narrativa elettorale: e poi in vista delle elezioni del 2027, e alla luce di quelle ungheresi, conta la percezione di “averci provato” a cambiare rotta, non la sostanza storica della decisione.

L’opposizione ovviamente “esulta”, ma senza dover gestire le conseguenze di certe scelte. E se cambiasse il governo, questa linea verrebbe mantenuta e sostenuta dalla nasona Elly Schlein o assisteremmo al solito giro di valzer diplomatico?

Probabilmente, si tratta più di strategia narrativa che di convinzione etica.

Un Occidente allo sbando

Mettendo insieme i pezzi – il latrato americano sulle alleanze, gli attacchi al Papa, la danza diplomatica italiana – emerge il quadro di un Occidente privo di una bussola etica e morale. Come se prima lo fosse mai stato in effetti.

L’America critica i modelli sociali europei ignorando lo schifo che ha in casa. L’Italia, secondo il mio punto di vista, sospende accordi per mero calcolo elettorale. E il leader politico più influente degli USA attacca il Pontefice perché non concepisce un’autorità che non gli sia ossequiosa.

Finché gli yankee non risolveranno le contraddizioni interne che li stanno divorando – dalla disuguaglianza sociale alla violenza armata – e finché i loro alleati preferiranno le storielle alla sostanza, le loro lamentele rimarranno rumore di fondo.

La NATO c’era. I fatti ci sono. L’unica cosa veramente ‘mal gestita’ è l’incapacità collettiva di guardare in faccia la realtà: un’America che usa i suoi partner come carburante per la propria economia, cibandosi della lealtà degli alleati sancita nei patti, divorandone la stabilità politica e la sovranità economica per nutrire il proprio declino interno, mentre brucia le proprie fondamenta morali.

  1. Inizio della missione: Le prime truppe italiane (in particolare reparti delle Forze Speciali e poi il contingente principale nell’ambito della missione ISAF) iniziarono a dispiegarsi tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002. L’Italia ha partecipato attivamente alla missione internazionale ISAF (International Security Assistance Force) guidata dalla NATO dal 2002.
    Fine della missione: La missione italiana, denominata “Resolute Support” (la fase successiva alla ISAF), si è conclusa ufficialmente nel luglio/agosto 2021, in concomitanza con il ritiro delle forze NATO e la caduta di Kabul nelle mani dei Talebani. L’ultima operazione di rimpatrio dei cittadini italiani e del personale afghano collaboratore (operazione “Aquila”) si è svolta nell’agosto 2021. ↩︎

Foto di copertina Jordan Garner da Pixabay

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“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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