Dubito Ergo SumARTEMusica Arte e nuovo ordine mondiale (parte 1)
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Musica Arte e nuovo ordine mondiale (parte 1)

6 minuti di lettura

E’ già da un pò che mi frullano in testa un pò di pensieri su Musica Arte e nuovo ordine mondiale che mi hanno davvero colpito e fatto riflettere.

Tra le altre cose che ho potuto notare durante il periodo di follia psicopandemica è il duro attacco portato al mondo della musica e dell’arte dal nuovo ordine mondiale entrante.

Una volta, le canzoni non erano solo melodie da ascoltare per divertimento, ma vere e proprie grida di battaglia, strumenti per innescare cambiamenti sociali epocali.

Pensate a quante volte una canzone è stata in grado di unire persone, dare voce agli oppressi o denunciare ingiustizie. Dai movimenti contro la guerra in Vietnam alle lotte per i diritti civili, l’arte è sempre stata un motore di cambiamento.

Ma oggi cosa è successo? Sembra che gli artisti più famosi abbiano perso questa forza.

Sono diventati figuranti distanti, intrattenitori di masse senza più messaggi profondi da condividere, mentre i media li manipolano e li riducono a semplici burattini.

Eppure, penso che non tutto sia perduto! Ci sono ancora tanti artisti coraggiosi che scrivono canzoni con un cuore pulsante, pronte a scuoterci dalla nostra indifferenza. Solo che spesso vengono ignorati dai grandi palinsesti televisivi e radiofonici.

I Seraphic Eyes, i F.R.A.M.e e tanti altri sono solo esempi di una situazione di ghettizzazione e discriminazioni di artisti che hanno qualcosa di vero e di forte da dire alle masse, su cui il potere ha messo la mascherina dell’indifferenza.

Vorrei quindi cominciare questa mini trilogia di articoli su Musica Arte e nuovo ordine mondiale consigliando la visione di questo video di Red Ronnie, che mi permette di dare il via al discorso.

Red ci invita a riflettere su chi sono questi artisti dimenticati dai media, ma non dal popolo, e ci fa capire perché la musica sociale è più necessaria oggi che mai.

Credo che chiunque abbia una certa sensibilità non abbia potuto fare a meno di notare questo attacco portato al mondo della musica e dell’arte.

Ricordate che tutte le misure prese per contrastare quel virus letale e pericolosissimo solo in quello 0,3% di ultraottantenni e malati cronici, sono state chiaramente tese a contrastare la socializzazione. Le persone e le loro menti dovevano restare isolate l’una dall’altra.

I dubbi, i ragionamenti i confronti dovevano essere ridotti a un lumicino. Se diamo credito alla teoria TRE di Achille Damasco, è proprio nei momento di forte stress che si innescano processi evolutivi.

Molte coscienze si sono destate durante la psicopandemia e questo era già previsto dalle élite globaliste.

Il processo di evoluzione delle coscienze si deve rallentare il più possibile; il tempo necessario a portare a termine certi piani messi in agenda da anni da lorsignori.

Dovreste anche aver notato che hanno marciato forsennatamente con le loro riforme, quasi come se sapessero di avere le ore contate… le loro ore… il loro tempo.

Come se sapessero che il potere dello spirito è più forte, resiliente come amano dire imbrogliando il senso delle parole ed i loro significati.

E’ inevitabile, entropicamente impossibile fermare il risveglio delle coscienze, l’unico potere che hanno, e ne hanno tanto, è quello RALLENTARLO con inganni materiali e possono agire solo su quello.

Sperando in tal modo di poter guadagnare un pò di terreno in più e tenere la posizione fino al prossimo risveglio o salto quantico come lo si voglia chiamare.

Il cambiamento è già in atto. Noi possiamo possiamo agire per fare in modo che questo processo non sia rallentato oltremodo, passando le nostre conoscenze e consapevoezza alle giovani menti, ai nostri figli.

Le giovani masse soprattutto sono influenzate dall’arte, dalla musica in primis.

La musica dei tempi attuali è sterile, meccanica, digitalizzata, commerciale e mercificata.

E’ l’immagine riflessa della società di oggi, due facce di una stessa medaglia coniata negli anni dal continuo lavorio di lobotomizzazione delle anime.

Artisti che un tempo ascoltavamo con piacere, ai cui concerti andavamo volentieri, oggi hanno gettato, senza alcuna vergogna, la maschera, tanto che vien da chiedersi se siamo cambiati noi o son loro ad esser sempre stati così.

Una cosa è certa noi siamo cambiati, ne abbiamo preso coscienza e abbiamo fatto una scelta così come anche loro hanno fatto una scelta.

L’hanno fatta nel pieno delle loro facoltà mentali, in pieno libero arbitrio.

Quell’arbitrio che esiste quasi come legge ancestrale fissa ed immutabile ma che si può solo condizionare, manipolare fino all’indottrinamento delle giovani menti solo nei momenti più fragili.

Ovvero durante i concerti musicali, quando le menti sono rilassate e tese solo al divertimento.

Tuttavia hanno cominciato ben prima del covid con questa tecnica di manipolazione di massa, e non venitemi a dire che è sempre stato per una buona causa.

Certi personaggi non fanno certe cose se non sono lautamente ricompensati.

Sembra un secolo fa quando Jovannotti nel 2000 cantava a Sanremo “Cancella il debito!“, poi con Piero Pelù nel 2005 “il mio nome è mai più” in riferimento alle guerre ed in particolare all’invasione americana dell’IRAQ.

L’esportazione della democrazia, iniziata sulla base delle fakenews delle armi di distruzione di massa “dimostrate” da una fialetta mostrata da Colin Powell all’ONU nel febbraio 2003, che doveva contenere antrace e invece si rivelò essere la più grande balla criminale che costò la vita a centinaia di migliaia di innocenti.

Per approfondire si leggano i seguenti articoli:

  • 15/07/2015 – Dall’Africa alla Grecia “cancella il debito” fa scuola
    “Cancella il debito – cantava – e noi ne saremo fieri”. Era l’anno 2000 e sul palco di Sanremo c’era Jovanotti. Ignorava che la sua campagna non mirava alla cancellazione del debito dei Paesi poveri, ma chiedeva che paesi ricchi si facessero carico dei debiti contratti con Fmi e Banca mondiale.

Si veda il video, quasi introvabile, di quando Lorenzo Cherubini raccontò, ad un incontro all’Università di Firenze il 03/06/2015, della sua esperienza ad un “summit segreto” – off the records – dove «in pratica l’Ignaro Jovanotti si è trovato davanti gli stessi che detengono il debito dell’Africa, contro i quali cantava nel 2000, e Jovanotti gli stessi mandanti delle bombe in Iraq e in tante altre guerre, contro cui cantava nel 2005».

Rivediamo il buon Jova quando con la sua faccia pulita da ragazzo scanzonato chiedeva rappando nel 2000 dal palco di Sanremo al fabiano D’Alema1, all’epoca primo ministro del governo, “Cancella il debito“.

Bé, che dire, il debito non l’hanno cancellato, anzi direi che l’unica cosa che è stata cancellata sia la memoria e l’orgoglio di certi artisti.

Ed è così che, dopo mesi di blocco delle rappresentazioni artistiche, vediamo i neo alfieri del nuovo conformismo, gli stessi che una volta erano il simbolo della trasgressione, della spensieratezza.

Ne è un altro esempio Vasco Rossi, anche lui a fare proseliti durante le sue esibizioni e prendere in giro chi ha fatto una scelta consapevole ed informata. Ma non è nuovo a certe cose.

Qui sotto un video che, senza alcun dubbio, deve essere preso per quello che è ma fa un certo effetto vedere certi atteggiamenti e messaggi più o meno subliminali che vengono reiterati non solo da lui ma anche da altri personaggi, a volte insospettabili.

ILLUMINATI ITALIANI – La Simbologia degli Illuminati nella musica

Vasco promuoveva l’app Immuni rassicurando sulla privacy:

“A parte gli scherzi… Consiglio a tutti di scaricare l’app IMMUNI. sarà utile per cercare di tenere sotto controllo la diffusione del VIRUS! Sarà comunque anonima.
E non preoccupatevi dei dati… GIÀ LI DATE IN OGNI MOMENTO AI VOSTRI SOCIAL! E ogni volta che accendete il vostro telefonino”.

Fonte: optimagazine
Questo accadeva mentre i Copasir indagava sulla sicurezza dell’App Immuni.

Il processo di assegnazione della realizzazione dell’app ad opera della società Bending Spoons – tra i cui soci di minoranza dell’azienda anche la holding dei figli minori di Silvio Berlusconi nati dal matrimonio con Veronica Lario (fonte: IlTempo) – esprimendo preoccupazione in merito alla stessa società poiché avrebbe continuato:

«la sua attività di aggiornamento dell’applicazione per un periodo di sei mesi, determinando quindi una potenziale dipendenza dal sistema posto in essere da tale sviluppo tecnologico, affidato anche in questo caso a una società privata.»

Fonte: Senato.it

Che dire, un vero ribelle… lui e i manesquik.

Su questa scia consiglio i seguenti articoli:

note:
1 Sebbene non ci siano prove dirette che Massimo D’Alema sia un membro della Fabian Society, è possibile che le idee e gli approcci della società britannica abbiano influenzato, direttamente o indirettamente, la visione politica di D’Alema e della sinistra italiana moderna.
Le somiglianze tra le idee di D’Alema e quelle della Fabian Society includono:
– L’abbandono del marxismo tradizionale in favore di un approccio più pragmatico.
– L’adozione di politiche riformiste e gradualiste.
– L’attenzione alla governance democratica e all’integrazione europea.
Tuttavia, qualsiasi affermazione su connessioni occulte o segrete deve essere presa con le pinzette, studiata e verificata criticamente.

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"Ciò che risveglia te, può risvegliare anche gli altri."

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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