Dubito Ergo SumCinema“No Other Land” storie di resistenza a Massafer Yatta
Dubito Ergo SumCinema“No Other Land” storie di resistenza a Massafer Yatta
No other land
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“No Other Land” storie di resistenza a Massafer Yatta

3 minuti di lettura

Mi è capitato di imbattermi in un documentario, “No Other Land“, davvero toccante prodotto da Yabayay Media e Antipode Film, che racconta di Massafer Yatta (CisGiordania), una comunità che non si arrende ai soprusi sionisti.

Il documentario “nessun’altra terra“, girato tra 2019 e 2023, è diretto dai talentuosi e coraggiosi , Yuval Abraham, Hamdan Ball e Rachel Shor.

Si concentra su una piccola gemma nascosta della Cisgiordania: Massafer Yatta.

Questo angolo di terra è diventato una sorta di simbolo di resistenza contro le violenze quotidiane imposte dalle politiche israeliane.

Ma non è mia intenzione star qui ad elencarvi una serie di problematiche: ma attraverso questo docufilm vengono condivise le storie vere delle persone che vivono lì.

Massafer Yatta è uno di quei posti dove la vita sembra essersi fermata in un tempo più semplice, con famiglie che coltivano la terra e allevano il bestiame.

Ma sotto questa apparente tranquillità, c’è una continua e snervante lotta per difendere e mantenere quel modo di vivere.

Le demolizioni delle case, l’espulsione forzata e la mancanza di accesso all’acqua sono realtà quotidiane per chi abita qui.

Eppure, nonostante tutto, la gente di Massafer Yatta non molla. Organizzano proteste pacifiche, combattono in tribunale e cercano di coinvolgere il mondo esterno per far sentire le loro voci.

Il documentario riesce a trasmettere tutto questo attraverso storie personali, interviste sincere e immagini forti quanto potenti (l’immagine della bambina in copertina è presa da docufilm).

Non è un film “politico”, ma una riflessione umana sul significato di casa, radici e resistenza. Storie come questa, raccontate da Basel, ti constringono a riflettere sulla fortuna che abbiamo nel viviere in un paese senza guerra.

Fa riflettere sul vero valore da dare alla propria terra, alle prorie radici e di combattere per esse, per impedire che un gorno possano togliertele assieme alla tua identità con violenza e prevaricazione.

No Other Land
foto di באסל אל-עדרה

Il post su X dove mi sono imbattuto in questo piccolo capolavoro documentaristico, riporta che:

Meno di due ore dopo che questo film palestinese era stato nominato agli Oscar per il miglior documentario, l’esercito sionista ha invaso il villaggio del protagonista del documentario, Massafer Yatta (Cisgiordania), e ha fatto irruzione nella sua stessa casa.

“Israele” non vuole che tu veda questo filmato, che è stato duramente censurato dalle sue lobby di pressione, che sono già riuscite a cancellarne la proiezione in molti paesi, arrivando addirittura a minacciare un ministro tedesco per aver applaudito il film alla Mostra del Cinema di Berlino.

Lo hanno addirittura costretto a chiedere perdono.

“Ho applaudito solo per l’israeliano” dice il ministro tedesco –
Novara Media racconta il discorso della Berlinale e il dibattito in Germania1

Il documentario racconta la pulizia etnica che l’esercito sionista perpetra a Masafer Yatta, a Hebron (Cisgiordania), contro una serie di villaggi palestinesi che lottano per mantenere le loro terre e affrontano ogni giorno il terrorismo dei coloni.

Il film è incentrato sulla vita di Basel, un giovane attivista palestinese che con la sua macchina da presa filma tutti i crimini brutali che l’esercito sionista perpetra contro il suo popolo a Masafer Yatta, dove i palestinesi sono costretti a sopravvivere nelle caverne della loro stessa terra e vengono sradicati da qualsiasi immobile.

Il documentario è in lingua originale e sottotitolato in spagnolo.

“No Other Land” ha ricevuto il riconoscimento che meritava, arrivando fino alla prestigiosa Berlinale, dove è stato candidato al Premio del Miglior Film Documentario nella sezione Panorama e ha vinto!

Un’enorme vittoria per chi crede nel potere del cinema come strumento di cambiamento sociale.

Come ha spiegato Basel Adra, la necessità di difendersi legalmente è una delle prime ragioni per cui è stato ideato No other land. I suoi video, infatti, hanno spesso aiutato altri palestinesi accusati ingiustamente di violenza dai tribunali.
(Internazionale)

I festival cinematografici internazionali come la Berlinale, spesso selezionano opere che trattano temi sociali e politici importanti.

Questo film è una bomba emotiva, imperdibile per chi vuole capire cosa significa vivere in un luogo dove ogni giorno è una battaglia per la sopravvivenza e per la dignità.

Se poi non si vuole capire, e si fa finta che nulla stia accadendo, allora storie come questa e soprattutto come quella di Faraj Abu Mohsen o della piccola Hind Rajab andranno perse “come lacrime nella pioggia”.

Hind Rajab

note:
1 il video non è incluso nel post X l’ho cercato per verificare se la storia sul minitro fosse vera o meno. Per l’invasione del vilalggio subito dopo la candidatura non ho trovato riferimenti specifici, ma la zona è costantemente sotto pressione come si può avincere da qui – https://www-aljazeera-com.translate.goog/news/2023/1/4/palestinian-villagers-masafer-yatta-face-immediate-expulsion-explainer?_x_tr_sl=auto&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it

fonti:
– https://www.internazionale.it/notizie/catherine-cornet/2025/01/23/no-other-land-occupazione-israeliana
– https://www.zeit.de/kultur/film/2024-11/no-other-land-dokumentarfilm-palaestinenser-westjordanland-israel
– https://www-ffippeu-com.translate.goog/blog/2024/2/29/massafer-yatta-under-threat?_x_tr_sl=auto&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=nui&_x_tr_hist=true
– https://youtu.be/3mWSXwcCECE?si=RwLdAqB5znFqMIff

Foto di copertina: “No other Land” © 2024 Antipode Films / Yabayay Media

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