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Mille forze avverse di cui spesso non abbiamo consapevolezza ci ostacolano ogni giorno.

La conoscenza è un cammino interiore, una continua ricerca della verità.

Quella tua verità che, quando sarà raggiunta, saprai dentro di te essere l’unica in quel preciso momento della tua vita.

Essa arriva direttamente dalla fonte cui tutti tendiamo e apparteniamo naturalmente, ma siamo continuamente ostacolati e distratti da queste forze avverse.

forze avverse

“Forze molto coscienti, che sembrano avere come solo fine quello di scoraggiare il ricercatore (tutti noi siamo ricercatori in qualche modo n.d.r.) o di farlo deviare dal cammino intrapreso.

Il primo sintomo della loro comparsa è subito percepibile: la gioia si vela, si vela la coscienza e tutto viene avvolto in un’atmosfera di dramma.

Quando c’è una sofferenza possiamo stare certi che li si nasconde il nemico.”

Sri Aourubindo1

Ma dove c’è sofferenza c’è anche opportunità di riscatto.

Per chi ha voglia e la forza ed è ancora curioso di scoprire cosa c’è oltre.

Per chi ancora non ha scelto e sente che non è tutto qui, che non è questa la realtà che vuol lasciare in eredità a i suoi cari, ai propri figli e nipoti.

“Lʼuomo non sa nulla, vive sotto comando, accetta tutte le influenze e vi crede. Crediamo a qualunque cosa senza discernimento. Abbiamo forse venti o trenta idee che abbiamo raccolto qua e là. Ci siamo dimenticati dove le abbiamo prese ma quando ci si presenta qualcosa che vagamente ce le ricorda, crediamo di capire. 

Ma non è che uno stampo nel cervello.

Non abbiamo nulla di nostro: tutto ciò che ci infiliamo in tasca non ci appartiene e dentro di noi non cʼè niente.

Siamo davvero degli schiavi, e ai nostri pregiudizi facciamo fronte con altri pregiudizi. Tutte le solite conversazioni della vita ordinaria consistono semplicemente nel versare il nulla nel vuoto.

Le masse non si preoccupano della vera conoscenza, non vogliono saperne, e i loro capi politici, nel proprio interesse, non lavorano che a rafforzarne lʼavversione, la paura del nuovo e dellʼignoto.

La schiavitù nella quale vive lʼumanità è basata su questa paura.

È persino difficile immaginarne tutto lʼorrore. La gente non comprende il valore di ciò che perde. Ma per capire la causa di tale schiavitù basta osservare come vivono le persone, ciò che costituisce lo scopo della loro esistenza, lʼoggetto dei loro desideri, delle loro passioni e aspirazioni, a che pensano, di cosa parlano, cosa servono e adorano.

Se si riflette un momento intorno a questi fatti, diventa chiaro che lʼumanità, così comʼè ora, con gli interessi di cui vive, non può aspettarsi niente di diverso da ciò che ha.

La conoscenza non può venire agli uomini senza che essi facciano degli sforzi.

L'acquisizione e la trasmissione della vera conoscenza esige fatica e grandi sforzi, sia da parte di chi riceve che da parte di chi dà.

Coloro che la possiedono fanno tutto ciò che possono per trasmetterla e comunicarla al più gran numero possibile di uomini, per aiutarli ad avvicinarsi ad essa e renderli capaci di prepararsi a ricevere la verità.

Ma la conoscenza non può essere data con la forza a coloro che non la vogliono. Colui che la desidera deve fare egli stesso gli sforzi iniziali per trovarne la sorgente, per avvicinarla, servendosi delle indicazioni date a tutti, ma che generalmente la gente non desidera vedere, né riconoscere.”


Gurdjieff/Ouspensky2,
Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto

Non è difficile giungere alla conclusione che l’umanità vive oggi in una condizione di schiavitù interiore, radicata nella paura del nuovo e nell’inerzia mentale (leggi → Io non ho paura).

Siamo prigionieri di pregiudizi e idee preconfezionate, incapaci di distinguere ciò che è autentico da ciò che è imposto.

La vera conoscenza richiede sforzo e volontà di superare il vuoto delle convenzioni sociali e dei desideri superficiali.

Tuttavia, non può esserci imposta: è il ricercatore stesso che deve compiere i primi passi, abbandonando l’autocompiacimento e cercando attivamente la verità.

Chi possiede la conoscenza lavora per condividerla, ma solo con chi è disposto ad accoglierla.

Senza uno sforzo consapevole, l’umanità resterà intrappolata nei limiti delle sue aspirazioni banali, incapace di riconoscere il valore di ciò che perde.

Gurdjieff ci esorta all’auto-osservazione e all’impegno verso una trasformazione interiore, l’unico mezzo per uscire dalla schiavitù e avvicinarsi alla libertà della conoscenza autentica.

forze avverse
credits: giorgiodmb.eu

Note:
1Sri Aurobindo è stato un filosofo e mistico indiano.
2Pëtr Dem’janovič Uspenskij è stato un filosofo russo che ebbe rapporti con il mistico greco armeno Georges Ivanovič Gurdjieff.

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"Siamo gocce separate, ma lo stesso oceano ci chiama."

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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