La parola chiave Your Money Your Life sembra riguardare solo finanza e salute. Ma è molto più vicina a ciò che accade anche nel mondo spirituale. Se gestisci un blog che tratta temi legati alla consapevolezza, al risveglio delle coscienze, alla crescita personale e spirituale, potresti aver notato un fenomeno frustrante: i tuoi contenuti non compaiono nei risultati di ricerca, o lo fanno molto poco.
Lo scrivo perché è ciò che sto notando per questo blog, questo spazio di riflessione che ho deciso di condividere con voi circa un anno fa. Mi sono reso conto che la spiritualità online diventa invisibile, con un vero e proprio silenzio digitale, non perché è un argomento di nicchia, ma per una scelta precisa.
Questo accade perché
Google, tramite il concetto di Your Money Your Life (YMYL), ha stabilito un livello di vigilanza elevato su contenuti che potrebbero avere un impatto sulla “felicità, salute, stabilità finanziaria o sicurezza” dell’utente.

Ma una volta non era “O la borsa o la vita”? Adesso Google si prende tutto, sia la borsa che la vita.
Poiché è sempre per il nostro bene, questo servirebbe teoricamente a proteggere le persone da informazioni potenzialmente pericolose o ingannevoli. In pratica, però, limita la visibilità di molti contenuti autentici, alternativi, non mainstream.
Secondo le 180 pagine di linee guida ufficiali di Google per i Quality Raters, i siti che trattano temi YMYL devono provenire da fonti altamente autorevoli e verificate. Ma chi stabilisce cosa è autorevole in ambito spirituale o dell’informazione cosiddetta “alternativa”?
Molti operatori del settore o semplici blogger non hanno necessariamente una laurea in psicologia, medicina o economia. Spesso parlano per esperienza personale, ricerca diretta o tradizione. Tuttavia, Google tende a declassare quei contenuti, anche se scritti con onestà, competenza e sensibilità.
A questa dinamica si aggiunge anche un altro aspetto di cui ho scritto qui: l’ISP throttling il maglio del potere. Alcuni fornitori di servizi Internet possono rallentare deliberatamente l’accesso a certi contenuti, in particolare quelli che generano meno introiti pubblicitari o che appartengono a nicchie considerate sensibili o controverse.
Non solo questo comunque, perché qualche giorno fa ho notato un’anomalo traffico sul sito alle 2.00 di notte e proveniente dalla Germania.
Curiosamente, proprio lo stesso giorno, il mattino dopo Maurizio Blondet denuncia che gli è risultata un’indebita iscrizione ad un sito tedesco che si occupa di:
“diffusione di informazioni, in particolare di notizie su Internet e tramite prodotti stampati, telecomunicazioni e altri mezzi di comunicazione, in particolare tramite i cosiddetti blog.”
Queste attività anomale potrebbero essere tranquillamente imputabili a Spybot commerciali o governativi. Esistono aziende e agenzie che monitorano contenuti non mainstream, specie quelli su spiritualità, risveglio delle coscienze, tecnologie critiche ecc.
Oppure Crawling per profilazione contenuti: alcuni servizi automatizzati setacciano i blog per catalogare chi tratta temi come YMYL, spiritualità, sovranità individuale, cospirazionismo ecc.
Secondo quanto riportato da Electronic Frontier Foundation, in assenza di neutralità della rete, il rischio è che le connessioni vengano manipolate a livello infrastrutturale, ovverosia direttamente alla base.

Se un blog spirituale alternativo fatica a posizionarsi, potrebbe non essere solo colpa della SEO. Potrebbe esserci
un’azione combinata di algoritmi restrittivi e discriminazioni tecniche sulla rete.
Questo vale in particolare per i siti che parlano di libertà individuale, sovranità personale, spiritualità non convenzionale e consapevolezza digitale.
La soluzione? È complessa, ma passa da un doppio fronte.
Da un lato, bisogna curare al massimo la qualità dei contenuti: chiarezza, affidabilità, citazioni puntuali, link a fonti solide (anche ufficiali).
Dall’altro, costruire reti alternative di diffusione: newsletter indipendenti, canali Telegram, podcast decentralizzati, collaborazioni con realtà affini.
Quindi lancio l’invito ad iscrivervi alla Newsletter di Dubitoergosum!
E al canale Telegram:
Your Money Your Life non è solo una linea guida SEO. È diventato un filtro culturale che seleziona cosa è visibile e cosa no.
Se credi nel valore delle informazioni libere, è importante saperlo. Solo con consapevolezza possiamo trovare nuove strade per far emergere ciò che conta davvero.
Foto di copertina Simon da Pixabay
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"Siamo gocce separate, ma lo stesso oceano ci chiama."
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