Se parli di depopolazione vieni subito etichettato come un complottista invasato, oltre che ignorante visto che tale parola non esiste nel vocabolario della lingua italiana. Tuttavia lasciatemi usare questa sorta di neologismo derivato dal più pragmatico e prosaico depopulation1.
Più si va avanti e più si hanno conferme che in un modo o nell’altro è proprio con lo spopolamento che bisogna fare i conti nel prossimo futuro.
Certo a noi altri comuni mortali questo aspetto potrà toccarci poco o nulla, “tanto tutti dobbiamo morire” si sente dire in queste occasioni, no?
Ma nonostante l’argomento sembri lontano dalla nostra quotidianità i grandi think tank internazionali affrontano la questione in modo serio e pragmatico, poiché in certi ambienti la questione è sul banco di lavoro da parecchi anni e oggi si cominciano a tirare le somme di certe politiche economiche e sanitarie adottate in passato.
Il “Foreign Affairs” è una pubblicazione del Council on Foreign Relations (CFR), una vecchia conoscenza dei complottisti della prima ora, che ha una forte influenza politica ed economico-finanziaria.
Il CFR, think tank statunitense fondato nel 1921, è noto per la sue approfondite analisi delle politiche internazionali e promuove dibattiti su temi cruciali come la sicurezza globale, le relazioni economiche e le dinamiche geopolitiche. Le sue posizioni spesso riflettono gli interessi degli affari americani e delle istituzioni globaliste, fornendo un forum per influenzare i decisori politici e il dibattito pubblico.
Non a caso in questo periodo preelettorale addita la Russia e la Cina come i principali manipolatori mediatici “per minare la campagna della vicepresidente Kamala Harris” e citano la CNN, che cita la Microsoft, come fonte.
Microsoft ha detto martedì che negli ultimi mesi gli agenti russi hanno intensificato i loro attacchi online alla campagna del vicepresidente Kamala Harris producendo e diffondendo video che promuovono “stravaganti teorie del complotto” volte ad alimentare le divisioni razziali e politiche degli Stati Uniti.
Curioso che uno dei principali think tank americani che contribuisce a formare le opinioni e le decisioni di politica estera degli Stati Uniti, citi la CNN per produrre un analisi che, attraverso il megafono della sua rivista Foreign Affairs, è destinata a impattare sulle politiche e gestione sociale americane. E’ un pò come se citasse se stessa.
Il CFR influenza da anni i decisori politici sulle politiche economiche e la geopolitica da adottare
e molti dei suoi membri hanno storicamente avuto ruoli chiave nei governi statunitensi e nelle istituzioni internazionali.
A maggio 2024 è uscito un articolo sul Foreign Affairs dal titolo “Il prossimo collasso demografico dell’Asia orientale”, sul significativo cambiamento demografico (modo più elegante e politicamente corretto per definire la depopolazione, nda) che molti paesi, in particolare in Asia orientale, stanno affrontando.
Entro il 2050 (qualche anno fa era il 2030, a buon intenditor poche parole, nda), è previsto che le popolazioni di Cina, Giappone, Corea del Sud e Taiwan diminuiscano drasticamente, mentre la proporzione di anziani aumenterà considerevolmente.
Questo cambiamento demografico avrà un notevole impatto economico, poiché una forza lavoro in diminuzione potrebbe ridurre la produttività e aumentare la pressione sui sistemi di welfare per la cura degli anziani, ma menomale che ci saranno i robot con le IA. Quindi, ça va sans dire, stanno già lavorando alle soluzioni per questi terribili scenari.
Naturalmente non c’è #nessunacorrelazione col fatto che siano i paesi con tassi di vaccinazione contro il COVID-19 tra i più alti al mondo.
Complici le strategie di contenimento e gestione della pandemia tra le più rigide, per usare un eufemismo.
Ecco una breve panoramica sulle politiche pandemiche adottate da ciascuno di questi paesi:
- Cina: La Cina ha condotto una delle campagne di vaccinazione più grandi al mondo, con oltre 3 miliardi di dosi somministrate. La percentuale di popolazione completamente vaccinata è molto alta, grazie all’uso di vaccini domestici come Sinovac e Sinopharm, oltre che ai disumani lockdown.
- Giappone: Anche il Giappone ha raggiunto tassi di vaccinazione elevati, con oltre il 90% della popolazione adulta che ha ricevuto almeno due dosi. La campagna vaccinale è stata accelerata durante l’estate del 2021 e ha continuato con le dosi di richiamo. Salvo poi vietare il sangue dei vaccinati covid 19 per le trasfusioni.
- Corea del Sud: La Corea del Sud ha implementato una campagna vaccinale efficace, con circa il 90% della popolazione adulta completamente vaccinata. La nazione ha utilizzato diversi vaccini, tra cui quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna. Salvo poi “scoprire” che i casi di miocardite sono aumentati del 620%!
- Taiwan: Taiwan ha avuto un’ottima risposta alla vaccinazione, con oltre il 90% della popolazione vaccinata con almeno due dosi. Anche qui, la campagna ha incluso vaccini come quelli di AstraZeneca e Moderna. Salvo poi evidenziare che la campagna di vaccinazione è responsabile dell’aumento dei tassi di mortalità in tutto il mondo.
Poi il 10 ottobre, sempre il megafono del CFR, se ne esce con un altro articolo dal titolo meno politicamente corretto e più apertamente diretto.
“L’era della depopolazione:
sopravvivere a un mondo diventato grigio”
Qui si esplorano le implicazioni del declino demografico globale, che segna un cambiamento significativo, simile a quello avvenuto durante la peste nera nel XIV secolo.
Questo pezzo è emblematico di come ci preparano alla depopolazione usando fini tecniche di programmazione neurolinguistica, altrimenti conosciuta come PNL.
L’autore, Nicholas Eberstadt, sostiene che, a causa di una drammatica diminuzione della fertilità, molte nazioni stanno per entrare in una fase di “mortalità netta”, dove i decessi superano le nascite.
Le cause di questo declino sono complesse e comprendono fattori socioeconomici, come l’aumento dell’educazione delle donne, la partecipazione al mercato del lavoro e il cambiamento nelle preferenze familiari.
Eberstadt sottolinea che le scelte individuali, in particolare quelle delle donne riguardo al numero di figli desiderati, sono fondamentali per comprendere le attuali tendenze di fertilità. Il declino è osservabile in vari contesti culturali e geografici, il che suggerisce che un cambiamento profondo nei valori e nelle strutture familiari è in atto a livello globale.
Naturalmente #nessunacorrelazione col fatto che questi andamenti al ribasso dei tassi di natalità sono aumentati drasticamente dopo le campagne vaccinali anti Covid sommatesi alle politiche di distruzione dei valori della famiglia tradizionale, perché anche se questi sono i problemi, le soluzioni ci sono già!
Infatti l’autore avverte che, sebbene il declino demografico possa sembrare catastrofico, offre anche opportunità per innovazioni sociali e politiche.
Come accennavo pocanzi, le soluzioni le hanno già trovate, devono solo metterle in atto (ricordate? Problema – Reazione – Soluzione, nda).
Non a caso, da buon opinion leader, dal suo pulpito sottolinea che
le società possono adattarsi e prosperare anche in un contesto di depopolazione in corso,
ma ciò richiede politiche proattive per affrontare le sfide economiche e sociali che ne derivano.
Perché mi vengono in mente le smart cities a 15 minuti, centralizzazione dei dati, digitalizzazione della moneta? Ah già… sono complottista.
Eberstadt conclude che il mondo deve prepararsi a un futuro in cui le dinamiche demografiche cambiano radicalmente, richiedendo un ripensamento delle politiche sociali ed economiche per garantire una qualità di vita sostenibile in una società sempre più invecchiata.
Forse il furbacchione fa finta di dimenticare che per allora l’intelligenza artificiale sarà già sufficientemente evoluta per operare in ambito sanitario e provvedere alla “salute” di quei vecchietti irriducibili che oggi non si sono voluti vaccinare, contrstando l’ondata di infertilità programmata da anni e portata avanti fin dal famoso:
“se facciamo un lavoro veramente egregio con i nuovi vaccini, la sanità, l’assistenza medica alla riproduzione forse possiamo ridurlo del 10-15%” .
Ridurre cosa? Ma il fattore “P” quello della popolazione! cheese fate un bel sorriso!

- Il termine “depopulation” è usato sia in inglese britannico sia in inglese americano e ha lo stesso significato in entrambe le varianti della lingua: indica una diminuzione della popolazione in un’area specifica, dovuta a cause come emigrazione, bassi tassi di natalità o eventi catastrofici. ↩︎
fonti:
– Foreign Affairs: The Centre for Independent Studies
– CFR: Council on Foreign Relations
– Foreign Affairs: “Il prossimo collasso demografico dell’Asia orientale“
– The People voice: “Il Giappone vieta ai vaccinati di donare “sangue contaminato”
– Journalistenwatch: “620% in più di malattie del muscolo cardiaco: secondo un nuovo studio, il danno del vaccino mRNA è molto più catastrofico del previsto“
– TKP: “Gli scienziati riscontrano un forte eccesso di mortalità associato alle iniezioni di mRNA“
– Foreign Affairs: ““L’era della depopolazione: sopravvivere a un mondo diventato grigio“
Foto di copertina by NASA su Unsplash
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