Dubito Ergo SumSCUOLASenza cervello
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immaginate una una macchina senza cervello per fare i compiti…

Un giorno bussò alla nostra porta uno strano tipo: un ometto buffo vi dico alto poco più di due fiammiferi. Aveva in spalla una borsa più grande di lui.

– Ho qui delle macchine da vendere – disse.

– Fate vedere – disse il babbo.

– Ecco, questa è una macchina per fare i compiti. Si schiaccia il bottoncino rosso per fare i problemi, il bottoncino giallo per svolgere i temi, il bottoncino verde per imparare la geografia: La macchina fa tutto da sola in un minuto.

-Compramela, babbo!-dissi io.

-Va bene, quanto volete?

-Non voglio denari-disse l’omino.

-Ma non lavorerete mica per pigliar caldo!

-No, ma in cambio della macchina voglio il cervello del vostro bambino

-Ma siete matto!-esclamò il babbo.

-State a sentire, signore – disse l’omino, sorridendo. -Se i compiti glieli fa la macchina, a che cosa gli serve il cervello? -Comprami la macchina. Babbo! Implorai.- Che cosa ne faccio del cervello? Il babbo mi guardò un poco e poi disse:-Va bene, prendete il suo cervello.

L’omino mi prese il cervello e se lo mise in una borsetta. Com’ero leggero, senza cervello! Tanto leggero che mi misi a volare per la stanza, e se il babbo non mi avesse afferrato in tempo sarei volato giù dalla finestra.

-Bisognerà tenerlo in gabbia- disse l’ometto.

-Ma perché?-domandò il babbo.

-Non ha più cervello, ecco perché. Se lo lasciate andare in giro, volerà nei boschi come un uccellino, e in pochi giorni morirà di fame!

Il babbo mi rinchiuse in una gabbia, come un canarino. La gabbia era piccola, stretta, non mi potevo muovere. Le stecche mi stringevano tanto che…alla fine mi svegliai spaventato. Meno male che era stato solo un sogno!

Vi assicuro che mi sono subito messo a fare i compiti!

Questo breve racconto – La macchina per fare i compiti – è una delle storie “di tre minuti” scritte da Gianni Rodari e presenti nel volume “Fiabe lunghe un sorriso” .

Si tratta di una raccolta di favole di Rodari uscite tra il 1949 e il 1969 sulla “Domenica dei piccoli”, sul “Pioniere” e sul “Corriere dei Piccoli”. Nel 1987 sono state raccolte in un unico volume dagli Editori Riuniti.

Gianni Rodari, classe 1920, fu scrittore, pedagogo, intellettuale e giornalista.

Egli credeva che ogni bambino avesse una creatività straordinaria che può essere coltivata attraverso, il gioco, le parole e le idee.

Rodari credeva fermamente in un’istruzione democratica, alla portata di tutti, in difesa dei più deboli e che lavorasse per la pace.

Le sue storie, attualissime e piene di fantasia e ironia, invitano ancora oggi i lettori a superare le barriere dell’autorità e delle convenzioni, proponendo una visione del mondo in cui l’immaginazione ha il potere di trasformare la realtà.

Rodari, nei suoi brevi racconti, spesso strappava un sorriso con i giochi di parole e i suoi personaggi improbabili.

Questa breve favola, però, è molto di più: nonostante sia stata pubblicata settant’anni fa, è di un’attualità sconcertante.

Un cervello dato via in cambio di una macchina per fare i compiti, cosa ci fa pensare?

D’altra parte, se effettivamente si delega sempre più ad altre tecnologie lo svolgimento di compiti e mansioni che prima erano deputate all’uomo a che serve il cervello?

Sorge il dubbio che l’assuefazione all’uso di dispositivi “comodi” nella gestione delle difficoltà quotidiane insieme al modello di comportamento fortemente adattivo dell’uomo, perennemente incline alla ricerca di una zona comfort, portino davvero a rinunciare a qualcosa di molto importante.

Non si tratta solo di questo però. L’intelligenza artificiale (che ricordo è programmata da un’intelligenza naturale) scrive un tema ma non legge un libro, esprime un parere ma non pensa un pensiero, risponde ad una domanda ma non è “sapiente”.

Gianni Rodari ci ricorda quanto è importante non rinunciare al pensiero critico, alla fatica di scrivere una ricerca, all’uso di un vocabolario, a lasciarsi andare al tormento creativo, al lusso di commettere degli errori e – da essi – imparare.

La crescita personale, così come l’apprendimento di una materia di studio, di uno strumento musicale o di una disciplina qualsiasi è fortemente legata alla fatica che comporta il percorso che ci consegna – nel tempo – ad un risultato desiderato.

Svegliamoci dal sogno, usciamo dalla gabbia e omaggiamo un grande pensatore che ci riporta, con un sorriso, alla nostra umanità.

senza cervello

foto da:
– Gianni Rodari da Pinterest
– illustrazione dal libro “Fiabe lunghe un sorriso. Ediz. a colori. Ediz. deluxe” – Disegno di Sophie Fatus
– di copertina pinterest

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