Dubito Ergo SumCinemaChi ha sparato a piazza Maidan? Ce lo dice STAR WARS!
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chi ha sparato a piazza Maidan
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Chi ha sparato a piazza Maidan? Ce lo dice STAR WARS!

5 minuti di lettura

La strage di Maidan per mano dei nazisti ucraini resterà la macchia nera indelebile che segnerà la storia di quel paese per sempre. Ciò nonostante oggi sono ancora in troppi a chiedersi chi ha sparato a piazza Maidan per primo, chi abbia dato inizio alla feroce mattanza.

Il 2 maggio 2014 “attivisti” pro-Maidan, neonazisti delle tre formazioni politiche Pravyj Sektor, Svoboda e dell’UNA-UNSO presero il controllo della piazza, di fronte ai passivi Berkut (ex antisommossa ucraina), monopolizzando la protesta con un approccio militare, spinti da reparti della CIA col fine di rovesciare il governo ad ogni costo.

Il giornalista indipendente Franco Fracassi, ricostruisce gli eventi di quel giorno nel suo libro IV Reich.

“Un membro di Pravy Sektor che ha chiesto l’anonimato ha racconta-
to, sempre al “Sunday Times”: «Siamo tutti legati direttamente ai servizi segreti americani. Il centro di comando è l’ambasciata americana a Kiev».

A febbraio sbarcarono in città anche mercenari statunitensi della Greystone Limited. Sempre secondo quanto rivelato dalla rivista “IntelligenceOnline”, i trecento contractor si erano sciolti tra i manifestanti a Maidan. Apparentemente, sparendo nel nulla.”

IV REICH
© 2021 Franco Fracassi
Edizione I – Anno 2021

chi ha sparato a piazza Maidan

Poi continua con la testimonianza di Koba Nergadze, Kvarateskelia Zalogy e Alexander Revazishvilli, tre cecchini che erano li quel giorno per conto di Stay Behind / Gladio / Odessa1:

“Mentre Nergadze e Zalogy assistevano alla distribuzione delle armi all’hotel Ucraina Alexander Revazishvilli e altri cecchini raggiunsero
il Conservatorio.

Revazishvilli: «Pashinsky ci ordinò di raccogliere le nostre cose e ci portò dentro. Poi arrivò altra gente, erano quasi tutti mascherati. Dalle borse ho capito, portavano armi. Le hanno tirate fuori e le hanno distribuite ai vari gruppi. Parlava solo Pashinsky. Era lui a dare gli ordini».

Nergadze: «Anche all’hotel ci hanno detto di ricorrere alle armi. Ci hanno spiegato di sparare per creare caos e confusione. Non dovevamo fermarci. Non importava se sparavamo a un albero, a una barricata o a chi tirava le molotov. L’importante era seminare il caos».

Zalogy: «Doveva essere l’alba e abbiamo tutti iniziato a sparare. Uno
apriva una finestra. L’altro sparava uno, due, al massimo tre volte e
poi di nuovo la finestra veniva richiusa».

Revazishvilli, che si trovava al Conservatorio: «Ho iniziato a sparare
perché così mi era stato ordinato. Sui Berkut, sui manifestanti, su tutti. Era Pashinsky a impartire le istruzioni. Dovevamo sparare a gruppi di due o tre. Accanto a Pashinsky c’era sempre Parasyuk. Io ero fuori di me, agitato, sotto stress, non capivo niente. Poi all’improvviso dopo gli spari son cessati e tutti hanno messo giù le armi».

Mentre dai piani alto dell’hotel si sparava sulla folla i manifestanti di Maidan cercavano rifugio nell’albergo. E così le vittime si ritrovarono accanto ai loro assassini. La hall dell’hotel era piena di sangue, di feriti, di morti e di persone sotto shock.

Nergadze: «Dentro c’era il caos, non capivi chi fossero gli uni e gli
altri. La gente correva avanti e indietro. Qualcuno era ferito, qualcuno era armato. Fuori era anche peggio. Nelle strade c’erano tanti feriti. E morti tutt’attorno».

Nel salone pieno di cadaveri una telecamera riprese i cecchini armati
che si allontanavano dall’albergo dopo aver sparato sulla folla.
Kapanadze: «Quando siamo usciti dall’hotel nelle strade c’erano
morti, poliziotti feriti. C’erano scene terrificanti».

Revazishvilli: «Abbiamo abbandonato le armi lì. L’ordine era di lasciare tutto lì e andarsene, di lasciare l’edificio più in fretta possibile. Sentivamo delle urla. C’erano dei morti e tutt’attorno tanti feriti. Il mio primo e unico pensiero è stato di andarmene in fretta, prima che si accorgessero di me. Altrimenti mi avrebbero fatto a pezzi. Qualcuno stava già gridando che c’erano dei cecchini. Sapevo bene di cosa parlavano. In quel momento non ho realizzato, non ero pronto. Ma poi ho capito. Siamo stati usati. Usati e incastrati».”

IV REICH
© 2021 Franco Fracassi
Edizione I – Anno 2021

Le fonti a queste dichiarazioni sono riportate nel libro del giornalista. Alcune devo ammettere sono di difficile ripercorribilità, altre non sono riuscito a trovarle.

Tuttavia la realtà supera spesso la fantasia e siffatti coinvolgimenti di mercenari CIA hanno creato anche imbarazzanti “casi”:

“In Siria, le milizie armate dal Pentagono combattono quelle armate dalla CIA.”

Fonte:  Los Angeles Times By Nabih Bulos, W.J. Hennigan, Brian Bennett 27 marzo 2016

Ma ammettiamo che i tre “cecchini” abbiano detto il vero.

Chi ha sparato a piazza Maidan? Ce lo dice STAR WARS! Oggi la Disney mostra verosimilmente cosa accade quel giorno trasponendo il tutto sul set cinematografico della seconda e ultima stagione della serie televisiva Andor, Più precisamente nell’Episodio 8 “Chi sei?”.

Maidan vs Andor (Star Wars)

Sarà una mia deformazione ma quando vedo un film è come se avessi una specie di filtro che mi fa notare, in certe scene, particolari che normalmente sfuggono ad una visione superficiale passiva.

Ecco la trama dell’episodio. Cambiano i nomi ma gli eventi narrati sembrano gli stessi. Sostituite “truppe imperiali” con “neonazisti delle tre formazioni politiche Pravyj Sektor, Svoboda e dell’UNA-UNSO”. I nomi dei vari personaggi sono praticamente interscambiabili.

Le truppe imperiali, al comando del capitano Kaido, aprono inaspettatamente un varco verso la piazza centrale per poter attirare in trappola quante più persone possibili.

I ribelli di Ghorman, con canti patriottici, incitano la gente a raggiungere il centro e cadono così nella trappola […].

Non appena una grande folla è radunata nella piazza, il maggiore Partagaz, tramite Dedra, da’ l’ordine di procedere; un cecchino colpisce a tradimento un uomo della forza di polizia imperiale, e ciò scatena la reazione della polizia stessa e egli stormtroopers presenti.

Syril […] esce e si mischia alla folla, rendendosi conto della trappola ordita dall’Impero: un pretesto per agire con violenza e impadronirsi, di fatto, del pianeta.

fonte: Wikipedia

Clip da ANDOR – Serie 2 Episodio 8 “Chi sei?”.

Quando guardiamo un film americano non stiamo sempre solo assistendo a una storia inventata. A volte, siamo davanti a qualcosa di più calibrato: un racconto che ha ricevuto il visto del Pentagono.

Hollywood non lavora sempre in completa autonomia. Molte produzioni cinematografiche che vedono elicotteri militari, uniformi impeccabili, basi segrete o aliene, sono realizzate grazie al supporto concreto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (D.o.d.). Questo significa che, se vuoi girare un film con i caccia dell’aeronautica o le truppe speciali, devi chiedere il permesso. E quel permesso arriva con alcune condizioni.

Il Military-Entertainment Complex (MEC) incarna la stretta collaborazione tra esercito americano e industria dell’intrattenimento. Hollywood, videogiochi, sport e social media spesso promuovono un’immagine positiva delle forze armate, contribuendo a normalizzare la guerra e a rafforzare il consenso pubblico verso l’imperialismo USA.

Il MEC “fonde perfettamente la produzione, la rappresentazione e l’esecuzione della guerra” con immagini satellitari, animazioni al computer e trasmissioni in tempo reale, e il risultato è una guerra virtuosa che offre al personale militare che controlla i sistemi d’arma computerizzati e agli spettatori civili che assistono alla distruzione causata da tali armi “una visione di guerre incruente, umanitarie e igieniche”.

fonte: ResearchGate

Qui è causticamente sintetizzato il concetto di “MIME-NET” (Military-Industrial-Media-Entertainment Network), in cui guerra, tecnologia e intrattenimento si fondono fino a creare un’immagine asettica e distorta della realtà bellica – una narrazione controllata che rende la guerra più accettabile agli occhi del pubblico.

Questo non significa che tutti i film americani siano propaganda. Ma ci ricorda che anche l’intrattenimento è uno strumento di narrazione controllata. Hollywood è un sogno, certo. Ma chi lo produce decide da dove parte quel sogno e dove deve finire.

La prossima volta che vedi un film d’azione con effetti speciali mozzafiato, chiediti: questa storia è inventata di sana pianta o si ispira fatti realmente accaduti e riveduti in qualche ufficio al Pentagono?

Non è una mia paranoia da complottista. È una prassi documentata. La finzione, talvolta, è meno libera di quel che sembra e tutti siamo sotto attacco in una vera e propria guerra cognitiva.

  1. Odessa : acronimo tedesco di Organisation der Ehemaligen SS-Angehörigen , un’organizzazione segreta per aiutare i membri delle SS a fuggire dopo il 1945 (ad esempio verso l’Argentina). ↩︎

Foto di copertina FotoshopTofs da Pixabay

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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