Dubito Ergo SumCOMUNICAZIONEIl controllo invisibile
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A volte il vero potere non si vede, e proprio per questo è il più efficace. Il controllo invisibile è quell’insieme di meccanismi sottili che orientano i nostri pensieri e comportamenti senza che ce ne rendiamo conto.

Negli articoli precedenti abbiamo visto che, in definitiva, non servono catene, non servono ordini espliciti. Bastano algoritmi, modelli predittivi e una regia invisibile che decide cosa dobbiamo vedere, quindi cosa pensare e poi cosa desiderare.

Attenzione che non è il solito “pippone” paranoico, ma è la logica del Panopticon di Bentham, che Michel Foucault ha reso attuale spiegando come il potere moderno operi non con la forza, ma inducendoci ad autocontrollarci.

Pensiamo di scegliere liberamente, ma lo facciamo dentro schemi disegnati da altri. L’informazione che riceviamo è selezionata, l’identità con cui ci identifichiamo è coltivata, i desideri che inseguiamo sono programmati.

È un lavoro di ingegneria sociale che unisce psicologia delle masse, analisi dei dati e conoscenza profonda della natura umana, come aveva intuito Machiavelli secoli fa.

Gli uomini, scriveva, sono così semplici che chi inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare.

controllo invisibile - IA

Oggi quell’intuizione si amplifica grazie alla tecnologia: ogni click, ogni pausa, ogni interazione è un dato che alimenta il sistema e lo rende sempre più preciso.

Ma ciò che molti non colgono è che non si tratta un grande fratello che ti ordina cosa fare, è un sistema che ti fa desiderare “spontaneamente” ciò che gli serve.

È il controllo invisibile nella sua forma più raffinata, quella che ti lascia l’illusione di essere il protagonista mentre stai recitando un copione scritto altrove.

Lo vedi quando una tendenza esplode dal nulla, quando un contenuto provoca indignazione di massa o quando un movimento politico nasce all’improvviso, come accade per il M5s.

Ma restando all’attualità, basta guardare la terribile vicenda che sta vivendo il popolo palestinese di Gaza.

I media ci tengono all’amo con il dibattito su “genocidio o pulizia etnica”, mentre il vero punto è che una lenta e costante pulizia etnica sta avvenendo in Cisgiordania, un territorio dove l’ala militare di Hamas non c’è, per mano armata dei coloni israeliani e forze dell’IDF.

Mente l’IDF continua d assassinare i giornalisti palestinesi, gli eroi dell’unica democrazia del medio oriente continuano ad assaltare i campi profughi nella Cisgiordania illegalmente occupata, in barba ad ogni risoluzione dell’ONU.

I militari israeliani assaltano Nablus nella Cisgiordania occupata

“I video verificati dall’Agenzia Sanad di Al Jazeera hanno mostrato le forze israeliane in Amman Street a est di Nablus, mentre le forze hanno anche preso d’assalto il villaggio di Balata Al-Balad sulla strada che porta alla Tomba di Giuseppe.”

fonte: Aljazeera

In un altro episodio,

24enne ucciso, sette feriti nell’attacco dei coloni israeliani ad Aqraba vicino a Nablus

“L’attacco è stato effettuato da coloni armati provenienti da un avamposto di nuova costituzione su terreno palestinese di proprietà privata a sud della città.

Il sindaco Jaber ha affermato che i residenti disarmati hanno tentato di respingere i coloni prima dell’arrivo delle forze di occupazione israeliane, che hanno sostenuto gli aggressori e aprendo il fuoco vivo sui civili.”

fonta: WAFA1

Dagli articoli si intende che questi atti criminali, secondo le cronache locali, sembravano preparare la visita alla Tomba di Giuseppe, considerata sacra da musulmani, cristiani ed ebrei.

È l’ipocrisia allo stato puro: un luogo sacro che diventa pretesto per uccisioni e prevaricazioni. Povero Giuseppe, verrebbe da dire, si starà rivoltando nella tomba. E i nostri media? Tacciono quando dovrebbero parlare e parlano quando sarebbe meglio tacere, mistificando i fatti e piegando la narrazione.

Così ciò che racconta un militare statunitense che è stato sul campo, e ha visto con i propri occhi, diventa esattamente l’opposto di ciò che sentiamo nei telegiornali nazionali.

Intervistato da Tucker Carlson, l’ex-Berretto Verde Tenente Colonnello Anthony Aguilar, racconta come funzionano i centri di distribuzione “umanitari” nella Striscia di Gaza.

Ma tutto ciò non è frutto del caso. Quasi sempre è il risultato di qualcuno che ha saputo attivare i pulsanti emotivi giusti, al momento giusto. Questi “incidenti” si aggiungono a una crescente tendenza alla violenza perpetrata dai coloni israeliani in Cisgiordania, sulla scia dell’impunità israeliana nei confronti dei civili palestinesi di Gaza divenuta per i nostri “pfessionisti dell’infommazione”, oserei dire, ormai “strutturale”.

Strutturale così come le accise sui carburanti, vedi benzina, benzinai e Agenda2030. Per chi non lo sapesse, ogni volta che facciamo rifornimento, paghiamo ancora le spese belliche della guerra coloniale del 1935-1936 voluta dal Duce o della Missione ONU (voluta dalla NATO) per la guerra in Bosnia 1995!

Il problema è che più credi di esserne immune, più sei vulnerabile a questo continuo controllo invisibile.

La resistenza inizia solo quando ti accorgi che certi pensieri e reazioni non sono davvero tuoi. In quel momento inizi a vedere la rete in cui sei intrappolato. E allora puoi decidere se restare un pesce che nuota felice in un acquario ben arredato, o tentare di capire chi lo ha costruito e perché.

Se poi non ti interessa, vuol dire che sei felice con le catene, felice di essere uno schiavo inconsapevole. Ma in questo caso la tua condizione non porterà alcun contributo al processo evolutivo della coscienza umana.

E se neanche questo ti tocca, allora vuol dire che non sei ancora pronto e devi farti ancora tanti giri sulla giostra, come avrebbe detto Terzani.

  1. WAFA: Palestinian News & Information Agency ↩︎
Post Scriptum: queste mie elucubrazioni fanno parte di una mini quadrilogia che giaceva da tempo in un cassetto, ora sono in ferie e sono uscito po' dal mio acquario personale. Se qualcosa ti ha incuriosito, se una parola ha lasciato un’ombra di pensiero, allora non lasciare che finisca qui.
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Foto di copertina Cliff Hang da Pixabay

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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