Il tema dei vaccini COVID-19 resta al centro del dibattito. Mi sono ripromesso di non scrivere più nulla sull’argomento e questo credo che sia l’ultimo che riguarderà quest’argomento.
Il fatto è che più si avanti e come prevedibile, vengono fuori sempre studi comparativi e non che avvalorano sempre di più quelle denunce e quei dubbi che durante la pandemenza erano visti solo come negazionismi antiscientifici.
Mentre terminavo di scrivere alcune considerazioni sull’efficacia dei vaccini, mi sono imbattuto in uno studio scientifico pubblicato ad aprile 2025.
Questo ha analizzato i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità scoprendo un fenomeno che definisce paradossale: i decessi COVID-19 sarebbero aumentati nell’era della vaccinazione rispetto al periodo precedente.
Lo studio, consultabile sul sito Sage Journals (https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/09246479251336610), ha confrontato i dati ufficiali sui casi, i morti e le coperture vaccinali dal 2020 fino al giugno 2023.
I risultati riportano che le morti attribuite al COVID-19 sono cresciute con l’aumentare delle vaccinazioni,
variando da un incremento del 43,3% in Africa fino a oltre il 1200% nella regione del Pacifico Occidentale. La percentuale aumenta nei paesi più vaccinati. E’ evidente ma anche prevedibile.
Il quadro regionale mostra che Africa e Pacifico avevano avuto un impatto iniziale ridotto nei decessi prima dei vaccini, mentre Europa e Americhe concentravano la gran parte delle vittime.
Nonostante poi abbiano raggiunto livelli alti di vaccinazione, proprio Europa e Americhe hanno continuato a rappresentare oltre il 70% delle morti a livello globale.
Un dato che ha colpito anche gli autori è la correlazione significativa tra incremento della mortalità e la percentuale di popolazione sopra i 65 anni, osservata in particolare nel continente africano.
Questo solleva interrogativi scomodi sull’effettivo impatto della campagna vaccinale quando il parametro considerato non è il numero di contagi ma il bilancio dei morti.

In più, fa emergere un punto che nelle nostre riflessioni torna spesso: la pandemia è stata raccontata attraverso una narrazione lineare, quasi matematica, dove più vaccini dovevano equivalere a meno decessi, ma la realtà non segue le semplificazioni dei grafici predittivi.
Lo studio mostra che i dati reali possono spiazzare i modelli, e che la salute pubblica non può essere ridotta a una formula o a un comunicato stampa.
Come ad esempio:
Non ti vaccini, ti ammali ,muori. Oppure fai morire. Non ti vaccini, contagi, lui lei muore. Questo è.
Resta il dubbio se dietro l’insistenza, anzi l’ossessione sulla vaccinazione di massa non ci fosse solo la volontà di proteggere ma anche quella di rafforzare un paradigma di controllo sanitario globale, in linea con quell’idea di emergenza permanente che negli ultimi anni si è estesa anche ad altri ambiti, come quello economico-militare.
Queste nuove evidenze scientifiche mettono la cosiddetta comunità scientifica all’angolo e la costringono a rivedere la narrativa sul rapporto tra vaccini COVID-19 e riduzione della mortalità, cosa che del resto sapevo già.
In ogni caso, anche se questo lavoro non fornisce risposte definitive, rappresenta un importante contributo al confronto critico su una delle scelte sanitarie più discusse del nostro tempo e non potevo esimermi dal riportarla a futura memoria.
fonti:
– PubMed: Paradossale aumento dei decessi globali per COVID-19 con copertura vaccinale: stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2020-2023)
* Researchgate: https://www.researchgate.net/publication/391059714_Paradoxical_increase_in_global_COVID-19_deaths_with_vaccination_coverage_World_Health_Organization_estimates_2020-2023
Foto di copertina fernando zhiminaicela da Pixabay
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Secondo un’analisi di un database giapponese di 18 milioni di persone, le persone che hanno ricevuto il vaccino contro il COVID-19 hanno avuto un rischio di morte significativamente più elevato nel primo anno dopo la vaccinazione rispetto ai non vaccinati, e il rischio è aumentato con ogni dose aggiuntiva.
https://luogocomune.net/medicina-salute/vaccino-covid-e-aumento-dei-decessi,-dati-giapponesi-suggeriscono-la-correlazione
Un nuovo studio, condotto da 11 esperti scientifici e legali, ha rilevato che le caratteristiche artificiali del virus SARS-CoV-2 e dei vaccini mRNA contro il COVID-1, sono probabilmente il risultato di una controversa ricerca sul gain-of-function e “hanno provocato danni profondi”, afferma.
L’articolo è stato pubblicato sul Journal of American Physicians and Surgeons nel volume 30, N.3 dell’autunno 2025
Il documento sostiene che la soppressione di “trattamenti comprovati o promettenti” come l’idrossiclorochina a favore dell’obbligo vaccinale universale contro il COVID-19 – e la decisione politica di implementare la vaccinazione di massa durante la pandemia – hanno ulteriormente aggravato la salute pubblica globale e hanno avuto “effetti dannosi sulla fiducia del pubblico”.
Articolo completo su LVO gruppo
Il primo studio di coorte su larga scala, sottoposto a revisione paritaria e condotto su un’intera popolazione con 30 mesi di follow-up ha documentato un aumento del rischio di cancro in seguito alla vaccinazione contro il COVID-19.
Sono stati riscontrati aumenti significativi per i tumori al seno, alla vescica e al colon-retto, nonché un incremento del 23% nei ricoveri ospedalieri per cancro.
La maggior parte degli altri tumori ha registrato un andamento in aumento, anche se non statisticamente significativo.
I risultati corroborano i dati pubblicati in precedenza.
L’apparente riduzione della mortalità per tutte le cause è un artefatto di pregiudizio, non di biologia.
La situazione reale potrebbe essere molto peggiore quando saranno disponibili dati a lungo termine e registri dei tumori.
Una cosa è chiara: le campagne di “vaccinazione” di massa contro il COVID-19 hanno scatenato un’epidemia di cancro.
Approfondisci qui → I dati ufficiali, raccolti su circa 300.000 persone monitorate per 30 mesi, mostrano che le iniezioni di mRNA aumentano significativamente il rischio di cancro