Stavo guardando questo vecchio mappamondo con i confini dell’URSS e mi sono ritrovato a considerare che, paradossalmente, un mondo diviso in due blocchi contrapposti sembrava più leggibile, più comprensibile, di quello in cui viviamo oggi.

Non è nostalgia, o almeno non solo. È la consapevolezza che quel globo, con i suoi colori sbiaditi e i nomi di paesi ormai scomparsi è una capsula del tempo che racconta un’epoca in cui il potere aveva una geografia precisa, le ideologie erano dichiarate, e la minaccia nucleare, per quanto terribile, seguiva regole, almeno in apparenza, condivise.
Paradossalmente la divisione era chiarezza
Questo mappamondo, regalatomi da mia nonna credo verso la fine della seconda metà degli anni 80′, mostra un pianeta semplice, netto, quasi schematico.
A Est: il blocco sovietico del patto di Varsavia, una macchia verde che si estende dall’Europa orientale al Pacifico.
A Ovest: L’Europa della NATO, delle nazioni una volta sovrane, il cosiddetto mondo “libero”.
Il muro di Berlino non c’era più da pochissimo, ma il confine ideologico si rifletteva ovunque, ancor più che nello Stretto di Bering, dove le isole Diomede e il bacino delle isole Aleutine separano ancora oggi simbolicamente questi due due mondi.
Alcune intriganti teorie di confine spiegano la quasi totale assenza, in quest’area geografica, di tensioni geopolitiche a causa della presenza di basi aliene 1.
In quel periodo, con la paura dell’apocalisse nucleare, l’allora presidente degli USA Reagan fece una singolare esternazione:
“La nostra ossessione per l’antagonismo del momento, ci fa dimenticare spesso quanto uniti devono essere tutti i membri dell’umanità.
Forse abbiamo bisogno di una lezione, proveniente dall’esterno, dall’universo, che ci faccia riconoscere questo bene comune.
Occasionalmente penso a come le nostre differenze planetarie potrebbero facilmente dissolversi, se dovessimo affrontare una battaglia con una forza aliena esterna a questo pianeta.
E ancora mi chiedo: non esiste già una minaccia aliena sopra di noi?”
Ronald Raegan – Discorso all’ONU 1987
Infatti era un’epoca di tensione costante. Le spie dei film erano uno specchio, anche se truccato, della cortina di ferro. Ma allora, perché quel mondo sembrava più ordinato di quello che viviamo oggi?
Perché il “vecchio ordine mondiale” aveva una sua chiarezza seppur feroce.
Due superpotenze, due sistemi, due verità. L’equilibrio del terrore funzionava come un freno: nessuno poteva vincere, quindi nessuno osava attaccare per primo. Le alleanze erano stabili. Il nemico aveva un nome e una bandiera.
Oggi, il mondo è più frammentato. I confini si spostano, le alleanze cambiano nel giro di un tweet o di un post su Truth Social. Il social network creato dalla Trump Media & Technology Group (TMTG).
E così quel mappamondo, con i suoi confini dell’URSS ancora intatti, diventa un simbolo di un ordine che non c’è più.
Il crollo dell’URSS e la nascita di un mondo “fluido”
Il 1991 ha poi segnato la fine dell’Unione Sovietica. Ma il mappamondo di mia nonna continua a mostrare l’Ucraina come una repubblica sovietica, la Cecoslovacchia unita, la Iugoslavia intatta. Non c’è il Kosovo, non c’è l’Armenia indipendente.
E non c’è traccia di quello che sta emergendo: un nuovo ordine multipolare, guidato non da ideologie, ma da economie, risorse e ambizioni regionali.

Ed ecco che il gruppo dei BRICS (inizialmente un acronimo per Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) è oggi diventato un simbolo di resistenza al dominio del dollaro e delle istituzioni occidentali.
Nel 2024, l’Egitto, l’Etiopia, l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti entrano a far parte del gruppo. Nel 2025, si aggiunge l’Indonesia. E si parla già di nuovi ingressi.
Questi paesi rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale e una quota in aumento del PIL globale. Non vogliono distruggere l’ordine esistente, ma riformarlo. Vogliono un sistema di pagamenti indipendente (il cosiddetto BRICS Pay), una banca di sviluppo parallela al FMI, una voce autonoma nella governance globale.
Questo vecchio mappamondo non lo prevedeva. Perché non poteva.
Il filosofo Alfred Korzybski diceva: “La mappa non è il territorio”. E mai come oggi questa frase è vera.
La geografia politica non è statica. È un flusso continuo di alleanze, guerre, indipendenze, collassi. Il mappamondo di mia nonna è fermo a un fotogramma, ma il film non si è mai fermato.
La geografia è un racconto in movimento
Guardando oggi questo globo, vedo non solo ciò che era, ma anche ciò che non poteva essere visto:
- L’Ucraina che diventa un fronte caldo del XXI secolo.
- La Cina che emerge come potenza economica e tecnologica.
- L’Africa che smette di essere solo un continente da sfruttare e diventa un attore strategico.
- Le identità nazionali che si riaccendono, come in Scozia o in Catalogna.
Ma vedo anche i nuovi confini: non più linee rosse su una carta, ma guerre commerciali, blocchi digitali, alleanze energetiche ed economiche.
Forse il valore di questo vecchio mappamondo non è nella sua accuratezza, ma nella sua imprecisione.
Come tutte le mappe del passato ci ricorda che ogni rappresentazione del mondo è provvisoria (vedi Piri Reis e la costa “antartica” del sud America). Che la stabilità è un’illusione costruita su fragili equilibri.
Non vorrei essere frainteso. La mia non è nostalgia per il mondo bipolare. Piuttosto è una constatazione del fatto che il mondo è davvero cambiato e stiamo assistendo alla nascita di un Nuovo ordine mondiale.
E in ambiente massonico ne sanno qualcosina. In queste pagine, tratte dai libri X day e Armageddon di Carlo Palermo, possiamo trovare un’interessante, quanto illuminante spiegazione della “G” massonica.


Sostanzialmente esprime il concetto della rotazione del potere che dall’occidente passa all’oriente. La nascita del Grande Oriente, appunto2.
Comunque sia questo ordine non è più basato sulla bipolarità. Oggi non possiamo più dire: “Questo è il nemico. Questa è la nostra parte. Queste sono le regole”. I politici europei sembrano non essersene accorti e indugiano pericolosamente su vecchi e oramai anacronistici ideologismi.
Oggi le regole sono sfumate. Le minacce, per lo più eterodirette e tese alla manipolazione dell’opinione pubblica globale, sono minacce invisibili: disinformazione, crisi climatica, intelligenza artificiale, pandemie. Così il potere non ha più una capitale.
Ma forse è proprio questo il senso del nuovo secolo: imparare a navigare nel caos. A non cercare certezze, ma senso nel movimento e seguire il flusso entropico dell’evoluzione umana.
In fin dei conti il mappamondo di mia nonna non è un oggetto del passato. È come una specie di maestro silenzioso. Ci insegna a guardare il presente con gli occhi del tempo che passa. A non fidarci delle mappe, ma a cercare la storia, la verità che si nasconde dietro ogni linea.

- le isole Aleutine, una lunga catena vulcanica che si protende nell’oceano Pacifico dalla punta dell’Alaska verso la Kamčatka, sono un luogo remoto e selvaggio dove s’intrecciano leggende di origini celesti, UFO e basi sotterranee.
Alieni stanziati nelle Aleutine? Di certo non lo sapremo mai, però nel folklore sciamanico della popolazione aleut (una leggenda racconta che un cane caduto dal cielo diede origine al popolo Aleut, quasi un seme alieno trasportato in superficie) si narra dell’origine celeste del popolo Aleut e possibili basi extraterrestri nascoste in vulcani o formazioni nascoste.
C’è anche roba più eclatante tipo un carrier americano che avrebbe rilevato, via sonar, un oggetto sottomarino alla velocità impossibile di 280 km/h a 8.000 metri di profondità, durante la Seconda Guerra. Nessuna documentazione militare ufficiale o report scientifico conferma questa storia, ma la sappiamo che la realtà spesso supera la fantasia.
Più recentemente, in una docu-serie chiamata Aliens in Alaska, nell’episodio intitolato Above and Far Beyond, si parla di un attacco misterioso a una capanna nelle Aleutine, luci ultraterrene che inseguivano una donna in auto, oggetti triangolari nei cieli e bagliori arancioni.
Ah, e nelle pieghe del web, su Reddit, qualcuno racconta di una ragazzina russa che sarebbe stata rapita e portata, non si sa come, nelle Aleutine, curata in un ospedale alieno e riportata in patria. ↩︎ - canale Telegram: laviadelpellicano ↩︎
fonti:
– https://www.reuters.com/world/china/chinas-xi-pushes-new-global-order-flanked-by-leaders-russia-india-2025-09-01/
– https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jul/13/the-guardian-view-on-brics-growing-up-a-new-bloc-seeks-autonomy-and-eyes-a-post-western-order?CMP=share_btn_url
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