Dubito Ergo SumECOSOFIAIl rinvaso del bonsai
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rinvaso del bonsai
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Il rinvaso del bonsai: un’operazione delicata ma fondamentale

Il periodo invernale è il momento in cui si dice che le piante dormano.

In realtà la loro attività vitale è ridotta al minimo proprio per entrare in una sorta di letargo vegetativo, in attesa dei primi calori solari della primavera.

Ma l’inverno, personalmente preferisco i primi mesi (novembre) o gli ultmi (febbraio – marzo), è un buon momento per operare il rinvaso del bonsai.

Rinvasare un bonsai è un momento cruciale e farlo bene può garantire anni di crescita sana, mentre un errore può compromettere la salute della pianta o arrestarne la crescita per qualche anno.

Prima di tutto, bisogna sapere quando farlo, perché il momento giusto è più importante della perfezione tecnica. Infatti un rinvaso eseguito male ma nel periodo corretto ha ancora buone possibilità di successo, mentre farlo alla perfezione, ma nel momento sbagliato, può addirittura far morire il bonsai.

La regola d’oro?

Rinvasare sempre nel periodo di riposo della pianta, prima che inizi la stagione vegetativa.

Vediamo dunque quali sono i passaggi principali per rinvasare i nostri piccoli amici.

Quando fare il rinvaso del bonsai?

  1. Piante da esterno (aceri, querce, olmi, ecc.): vanno rinvasate d’inverno, perché riprendono la vegetazione in primavera.
  2. Piante da interno (ficus, pepe, portulacaria, ecc.): essendo perlopiù tropicali, crescono in estate, quindi il rinvaso si fa in primavera.
rinvaso del bonsai

Per chi vive in zone con inverni molto rigidi, il rinvaso può essere fatto a fine inverno, così il freddo non bloccherà la ripresa della pianta.

Al centro-sud (o se si dispone di un posto riparato), le piante da esterno possono essere rinvasate da dicembre a marzo, mentre quelle da interno tra marzo e aprile.


Scegliere il vaso giusto

La scelta del vaso dipende da cosa si vuole ottenere:

  • Se vuoi far crescere il bonsai, serve un vaso più grande.
  • Se la dimensione è già quella desiderata, puoi lasciare il vaso attuale o sostituirlo con uno delle stesse dimensioni, magari per migliorare l’estetica.

Ogni quanto rinvasare?

In generale, si rinvasa ogni due anni, ma la frequenza cambia in base alla specie e all’età del bonsai:

  • Piante giovani o vigorose (come ficus, olmi, carpini): anche ogni anno.
  • Piante più lente o vecchie (pini, ginepri, sempreverdi): ogni 3-4 anni.

Come si fa il rinvaso?

Ecco i passaggi chiave:

  1. Preparazione:
    • Scegli una giornata senza vento per evitare che le radici si secchino.
    • Prepara una bacinella con acqua e vitamina B per immergere le radici dopo averle accorciate con forbici adatte.
  2. Lavorazione delle radici:
    • Conifere e sempreverdi: lascia almeno il 50% del pane radicale intatto.
    • Piante decidue (quelle che perdono le foglie): puoi eliminare tutto il vecchio terriccio.
  3. Preparazione del vaso:
    • Sistema delle retine sui fori di drenaggio.
    • Fissa un filo d’alluminio che servirà a tenere fermo il bonsai.
  4. Posizionamento:
    • Versa uno strato di terriccio e posiziona il bonsai leggermente decentrato.
    • Con un bastoncino, distribuisci il terriccio tra le radici per evitare spazi vuoti.
    • Pressa delicatamente con le le mani e annaffia subito, usando un annaffiatoio a fori sottili. Devi simulare una sorta di pioggia.
  5. Cure post-rinvaso:
    • Non concimare per almeno 20 giorni.
    • Aggiungi vitamina B all’acqua d’irrigazione una volta a settimana, per un mese.

Metti amore e dedizione in ogni azione che fai, sii presente ate stesso e vivi nell’adesso mentre fai tutte queste operazioni. Goditi il momento.

Con questi consigli di base, il tuo bonsai avrà tutte le carte in regola per crescere sano e forte! 🌱

rinvaso del bonsa

Foto di copertina jesus arango su Unsplash

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Carogiù

“La saggezza arriva con l’abilità di essere nella quiete. L’essere nella quiete, l’osservare e l’ascoltare, attiva in voi l’intelligenza non concettuale. Lasciate che la quiete diriga le vostre parole e le vostre azioni.” ~ Eckhart Tolle

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